“Con la pandemia, che ha stravolto la nostra quotidianità sotto ogni aspetto, anche la ricorrenza dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, assume un valore diverso, più intenso e rappresenta un’occasione utile per riflettere sul gender gap, sulla disparità dei diritti nella nostra società e sulla necessità di avviare un progetto di rinascita e riscatto sociale per le donne”. Lo afferma l’europarlamentare della Lega Luisa Regimenti, in occasione delle Giornata internazionale della donna.

“Accanto ai dati drammatici delle violenze e dei femminicidi, che sono in aumento e sembrano inarrestabili – aggiunge Regimenti – arrivano anche quelli spaventosi sul lavoro. Qui il Covid-19 ha colpito profondamente le donne: in 70 su 100 sono state contagiate, fonte Inail, con età media di 46 anni, la maggior parte infermiere. I dati Istat, poi, confermano questa tendenza: nonostante il blocco dei licenziamenti, su 101mila lavoratori hanno perso il proprio posto di lavoro 99mila donne, vale a dire il 98% del totale, in particolare lavoratrici autonome e precarie. Una realtà impressionante, un’emergenza nazionale ma anche di genere, con la pandemia che ha interessato soprattutto i servizi, dalla cura al turismo, settori in cui è minore la presenza maschile. La fragilità femminile – sottolinea – emerge anche da una ricerca svolta dal social network LinkedIn, secondo la quale il condizionamento sociale fa sentire le donne meno meritevoli rispetto agli uomini sul lavoro, con un impatto negativo sulla loro carriera”.

“Sulla battaglia per raggiungere una società basata su pari opportunità e risorse non possiamo fare passi indietro –  ammonisce Regimenti – le donne delle istituzioni non dimentichino le altre donne e si battano in prima linea in difesa dei loro diritti. In questa prospettiva, ad esempio, si muove il progetto di relazione ‘Impatto della violenza domestica e dei diritti di custodia su donne e bambini’ di cui sono stata relatrice nei giorni scorsi per la Commissione parlamentare ‘Affari Giuridici’ (Juri) del Parlamento europeo, con la quale – conclude – condanniamo tutte le forme di violenza contro le donne”.

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