Domani venerdì 18 marzo dalle ore 16 presso la sede CGIL di Roma e Lazio in Via Buonarroti 16 (primo piano sala Alberto Fredda) ci sarà l’iniziativa “Il lavoro dai mille nomi. Il futuro della assistenza agli alunni con disabilità”. Un dibattito sul futuro dei servizi AEC/OEPAC e sul riconoscimento del profilo professionale in cui assistenti specialistici, assistenti alla comunicazione, tiflodidatti, che lavorano ogni giorno nelle nostre scuole per garantire il diritto allo studio e alla integrazione alle alunne e alunni con disabilità, sordi, ciechi si confrontano con la deputata Elena Carnevali capogruppo della Commissione Affari sociali della Camera che sta discutendo un disegno di legge per la istituzione del profilo professionale; Eleonora Mattia Presidente della Commissione lavoro, formazione, diritto allo studio e istruzione della Regione Lazio e Claudia Pratelli Assessora alla Scuola, lavoro e formazione del Comune di Roma.

Con questa iniziativa la FP CGIL vuole dare un contributo per superare i problemi che affliggono questo settore e impediscono il reale e concreto esercizio del diritto allo studio per le alunne e alunni con disabilità: la mancanza di un profilo professionale unico nazionale fa si che figure con formazione e esperienza professionale assai diversa da un territorio all’altro della nostra regione sia chiamata ad esercitare questa professione, la gestione affidata alle gare al massimo ribasso, in cui il ribasso è la qualità del servizio offerto alle bambine e bambini, a cui per la maggioranza della nostra regione gli enti locali si affidano, la disomogenietà delle ore di assistenza garantite da territorio a territorio ( nel comune di Roma da Municipio a Municipio ci sono grandi differenze); la mancata previsione dei recuperi delle ore di assistenza che non sono state usufruite nel corso dell’anno ogni volta che la scuola è chiusa o alunno è malato; il mancato coinvolgimento nei centri estivi e nelle attività extracurriculari dell’assistente con automatica esclusione da tutte queste attività delle alunne e alunni con disabilità, solo per citare le maggiori. Problemi che se non affrontati subito da Regione e Comuni rischiano di replicarsi anche nel prossimo anno scolastico come ogni anno da decenni condannando queste alunne e alunni, queste bambine e bambini, ad un diritto allo studio eventuale, parziale, solo se avanzano fondi.

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