Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Stampa. Ecco le sue considerazioni: ”

Sui contributi a fondo perduto per le aziende con giro d’affari inferiore a 5 milioni: “Quando verseremo e come il contributo a fondo perduto? Entro fine giugno, con bonifico bancario. Stiamo preparando una procedura telematica con Sogei. Finirà come il bonus autonomi dell’Inps? Non ci sarà nessun click day. E mi sembra che le indennità erogate dall’Inps ora stiano procedendo”.

Sulle scadenze fiscali di maggio, tutte spostate tra fine giugno e settembre: “Se ci saranno altre proroghe? Al momento non sono previste. Ma queste sono domande da fare al Governo e al Parlamento”.

Sulla crisi: “Pagare tasse per i tanti che rischiano di chiudere sarà amaro? Nel decreto ci sono anche i crediti d’imposta per gli affitti commerciali, le sanificazioni, le ristrutturazioni edilizie ed energetiche. Come direbbe Draghi, faremo tutto quel che è necessario”.

Sulla necessità di una riforma fiscale: “Con il debito in volo chi avrà il coraggio di fare una riforma fiscale? Non lasciare mai che una crisi diventi un’opportunità sprecata. Posso divagare un attimo? Quando i Pink Floyd scrissero “Another Brick in The Wall” ingaggiarono il coro di una scuola di Islington. Per anni i ragazzi di quel coro fecero una battaglia per ricevere i diritti d’autore. Mi piacerebbe contribuire a costruire un sistema fiscale grazie al quale ognuno si senta parte di una comunità, e non debba combattere per vedersi riconosciuti i diritti. Riforma costa carissima? La tragedia del coronavirus ha aperto la strada a margini fiscali impensabili. A forza di sovrapposizioni, il sistema è diventato iniquo e ha perso la progressività che gli imporrebbe la Costituzione. In Italia fra evasione fiscale e contributiva si perdono per strada più di cento miliardi l’anno. Con una seria riforma pagheremmo meno e pagheremmo tutti. Bisognerebbe anzitutto riordinare le norme esistenti, eliminare quelle inutili, raccogliere le sette-ottocento leggi e decreti in materia tributaria, magari attraverso un testo unico. Una volta fatto questo, si può passare ad una vera riforma: l’ultima risale ormai a cinquant’anni fa” (…)”.

 

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