Due proposte di legge regionale in materia di contrasto al lavoro non regolare in agricoltura sono da oggi all’esame della nona commissione consiliare permanente, Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio. Sono la proposta di legge n.100 e la pl 107 d’iniziativa della Giunta regionale. La nona commissione ha stabilito che sarà un’apposita sottocommissione a dare vita a un testo unificato delle due proposte.

Ieri è stata illustrata la pl 100 che si propone di contrastare il lavoro sommerso, sia esso irregolare o nero, e il cosiddetto “caporalato”, vale a dire quell’attività d’intermediazione illecita che permette lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, pagati, secondo il “Rapporto agromafie e caporalato” (Flai Cgil), tra i 22 e i 30 euro al giorno, la metà di quanto previsto dai contratti collettivi di comparto, con l’impiego tra le 8 e le 12 ore al giorno. A farne le spese è soprattutto la manodopera straniera – spesso priva di permesso di soggiorno – la cui percentuale dal 2008 al 2015 è passata nel Lazio dal 10,3 al 38,4 per cento. Il legislatore nazionale è intervenuto con la legge 199/2016, la Regione Lazio con la legge 16/2007, “Disposizioni dirette alla tutela del lavoro, al contrasto e all’emersione del lavoro non regolare”.

Adesso il legislatore regionale si propone di produrre un intervento normativo specifico per l’agricoltura, che integri il quadro normativo regionale sopra ricordato. La pl 100 individua gli indirizzi per favorire l’emersione del lavoro irregolare, affidando alla Regione il compito di definire e adottare un apposito piano di intervento e stabilendo l’obbligatorietà, da parte dei beneficiari di fondi comunitari, nazionali o regionali, di applicare o di far applicare nei confronti dei lavoratori contratti collettivi del settore agricolo, pena la riduzione o la revoca delle erogazioni e la denuncia da parte dei competenti servizi ispettivi.

Sono previsti i cosiddetti “indici di congruità”, il cui rispetto è condizione per la partecipazione a bandi e gare d’appalto e per il godimento di erogazione da parte della Regione di fondi comunitari, nazionali e regionali. Alla Regione s’intende affidare il compito d’individuare tali indici di congruità, definendo il rapporto tra la quantità e la qualità dei beni e dei servizi offerti dai datori di lavoro e la quantità delle ore lavorate.

Inoltre, la pl 100 prevede: misure di promozione e sostegno per i datori di lavoro agricoli ai fini dell’emersione del lavoro non regolare; l’attivazione presso i centri provinciali per l’impiego di appositi sportelli dedicati al collocamento in agricoltura; lo sviluppo di progetti per la costituzione di centri polifunzionali per la fornitura di servizi finalizzati all’inclusione sociale dei lavoratori agricoli e alla crescita delle comunità agricole; specifiche azioni di sensibilizzazione e informazione, dirette ai paesi di origine delle comunità dei lavoratori stranieri maggiormente esposte al fenomeno dello sfruttamento nel territorio regionale. Infine, un articolo ad hoc prevede il rafforzamento dell’attività ispettiva, attraverso il sostegno al coordinamento tra le funzioni ispettive svolte dai diversi organismi istituzionali, statali e comunali.

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