L’edizione romana de La Repubblica titola così stamattina: Budget di 60 euro per i saldi e nei negozi affari giù del 75%

“Al via i saldi senza soldi “Solo 60 euro a persona nella città vuota e in crisi”. Previsioni nere dopo gli sconti avviati da mesi. “Incassi in centro giù del 75 per cento”.

Mancano i due elementi fondanti – scrive nel suo articolo Arianna Di Cori: i clienti e i soldi. Confcommercio prevede una spesa media di 60 euro pro capite, — 40% rispetto allo scorso anno. E, a sentire i commercianti, a poco è valsa la deroga al regolamento sul commercio votata dalla giunta regionale che ha consentito promozioni fin dalla riapertura, compreso il periodo — normalmente vietato — dei 30 giorni precedenti alla data d’inizio saldi.

“La deroga ha favorito solo la grande distribuzione, non certo le micro imprese — spiega Monica Paba, titolare di un negozio di scarpe in piazza dei Mirti, a Centocelle e portavoce del Cais, che rappresenta 5.000 esercizi commerciali su tutto il territorio laziale —. Noi la merce l’abbiamo pagata per intero, ci ritroviamo a fare sconti e saldi su una stagione che non è mai iniziata”.

David Sermoneta, presidente dei commercianti di Piazza di Spagna e della Confcommercio Roma centro: “C’è ben poco di smart in questa politica. Se le persone non vanno al lavoro, le possibilità dell’acquisto dettato dall’emozione si riducono a zero. E smart working equivale anche a un minore bisogno di acquistare abiti nuovi adatti all’ufficio, ormai si compra solo per necessità”

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