“La sindaca Raggi fa un appello come se le donne avessero conquistato oggi il diritto di voto. Che  Raggi non avesse mai partecipato alle lotte per le conquiste e i diritti delle donne, lo avevamo ben chiaro: in questi anni ha brillato per non essere femminista e per la mancanza assoluta di visione politica, di partecipazione alle tante battaglie che in questi anni abbiamo sostenuto a Roma, a partire da quella per i luoghi delle donne, la Casa Internazionale e Lucha Y Siesta, deputati all’autonomia, alla libertà, che la Sindaca avrebbe volentieri lasciato chiudere. Ma che scrivesse un appello come se fosse il 1946, senza essersi resa conto di quanto è stato fatto in questi anni, quante leggi hanno cambiato la storia delle donne in Italia, e chi ne è stato protagonista, è paradossale. Molto c’è da fare, ma fino ad oggi lei è stata dall’altra parte, eliminando la Commissione delle Elette, ad esempio, luogo politico trasversale profondamente necessario.
Il nostro appello invece è a votare con la doppia preferenza di genere, per eleggere un’Assemblea Capitolina con una reale parità al suo interno, con persone vicine alle nostre battaglie e per un candidato sindaco autorevole come Roberto Gualtieri, con un programma che parli a tutta la città. Questo appello finto è tardivo e ridicolo, conferma l’estemporaneità delle dichiarazioni di Raggi. Per quanto ci riguarda, parlano le nostre idee e proposte, il lavoro e le battaglie che abbiamo fatto, quelle del Partito Democratico, del centrosinistra, per la parità. Usare strumentalmente le donne per racimolare qualche voto è il peggio che possa fare una donna”.

Così in una nota congiunta Sabrina Alfonsi e Marta Leonori.

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