“Ormai ci siamo abituati a questo scaricabarile a cui puntualmente giungono tutti gli amministratori di AMA. Iniziano promettendo troppo e subito, per poi dover trovare un capro espiatorio. Certo non pensavamo che Stefano Zaghis, dopo 4 mesi passati perlopiù a occuparsi di posizionamenti, ancor prima di conoscere un minimo l’azienda, ci sarebbe arrivato così in fretta. E che ci sarebbe arrivato dopo aver di fatto interrotto le relazioni sindacali, ma producendo risultati quantomeno magri”. Così in una nota Giancarlo Cenciarelli, Marino Masucci e Massimo Cicco, rispettivamente segretarti generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio.

“Desta imbarazzo il paragone con AMSA di Milano sul numero di inidonei– aggiungono i sindacalisti – perché dimostra come Zaghis non sappia quanto differenti siano le condizioni di lavoro, come risulta insopportabile e inutile l’aggressività delle sue dichiarazioni. Che minacci di imporre coattivamente una nuova organizzazione del lavoro a prescindere dall’accordo con i sindacati è un altro film già visto. Un preoccupante segno di debolezza”.

“Resta il fatto che le prime promesse solenni fatte da Zaghis, bilancio 2017 approvato entro il 2019, piano assunzionale entro la fine di novembre scorso e uno sforzo immediato sull’impiantistica, non sono state mantenute. Quanto alla sua richiesta su piani lunghi per le festività, ecco, risulta quasi come una beffa: l’avevamo chiesti noi al tavolo sindacale, per evitare che i lavoratori venissero avvertiti come sempre a poche ore dal turno, vista la solita disastrosa gestione. Ma, troppo presi dal riempire le caselle della macrostruttura e della microstruttura – concludono Cenciarelli, Masucci e Cicco – in AMA non sono stati in grado di predisporli”.

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