“Ama incapace, Tari più cara”, titola in prima pagina l’edizione romana de La Repubblica. Il Comune si accolla 100 milioni di crediti ormai considerati inesigibili. Un’altra tegola dopo aver ammesso il flop della raccolta dei rifiuti.

L’approfondimento a pagina 7: “Ama in rosso la Tari va su del 4 per cento”. Dopo l’ammissione dell’azienda su mancati risultati e pulizia, ecco la stangata. Sconti per i più fragili.

Ama non riesce a riscuotere né a spazzare e, attraverso un aumento della Tari, a pagare saranno tutti i romani – si legge nell’articolo di Marina de Ghantuz Cubbe -. Con il maxiemendamento di giunta all’assestamento di bilancio, approvato ieri in Aula Giulio Cesare, il Comune prova a snellire il debito di Ama e lo fa accollandosi 100milioni di crediti provenienti da bollette non pagate. Crediti che secondo la municipalizzata dei rifiuti sono ormai impossibile da recuperare: sul Piano economico finanziario 2020 presentato da Ama si legge che i tributi, le sanzioni e gli interessi per gli anni 2003-2009, non solo sono ancora pendenti ma «dal portale di Agenzia Entrate riscossione è possibile individuare le partite iscritte e i singoli creditori». Nonostante questo e nonostante il fatto che i soldi sono «potenzialmente riscuotibili», sono stati ritenuti «inesigibili e da inserire in tariffa in un arco temporale di 4 anni». (…)

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