“Le dimissioni del collegio dei sindaci di Ama sono l’ennesimo segnale di un quadro ormai fuori controllo, che denunciamo da tempo. Come si può pensare di portare avanti un’azienda che non approva un bilancio dal 2016? Se non ci saranno segnali chiari e inequivocabili di inversione di rotta, adotteremo tutte le azioni necessarie a tutela di un’azienda che conta oltre 6mila occupati e che si occupa del decoro della nostra Capitale. Non staremo fermi a guardare mentre Ama va alla deriva”.

E’ quanto dichiara il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, aggiungendo che “di certo non ci entusiasma assumere il ruolo di ‘grillo parlante’, di ‘Cassandra’ di una situazione allo sbando. Senza azioni incisive e celeri, la direzione di Ama potrebbe essere quella del concordato preventivo. In questi giorni è stato inviato un messaggio ai dirigenti dell’azienda, in cui si è chiesto di restare in servizio fino al 24 agosto per provvedere al piano di risanamento dell’azienda. Al contempo, in un contesto di mancata sostenibilità finanziaria, si continua a parlare di 350 nuove assunzioni: come è possibile? Non possiamo che essere d’accordo con la partenza di un iter di reclutamento su cui abbiamo sottoscritto un accordo, ma è incomprensibile che il tema della sostenibilità finanziaria non sia il primo per il Campidoglio e il management: la tenuta economico-finanziaria dell’azienda è precondizione per tutto il resto”.
“La nostra attenzione è e resta altissima – conclude il sindacalista -. Da troppo tempo i lavoratori Ama sono capri espiatori di una situazione gestita in modo a dir poco miope, facendo fronte a continue incertezze di prospettiva e alla carenza di mezzi e organico. Da troppo tempo la cittadinanza di Roma fa i conti con un’inaccettabile degrado derivante dalle criticità in cui versa la più grande azienda dei rifiuti d’Italia”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here