L’edizione romana de Il Messaggero apre con la questione Ama: “Ama, stop crediti dalle banche. Rischio per raccolta e pulizie”. Revoca degli affidamenti per 240 milioni: garantita solo la gestione ordinaria.

A pagina 39 l’approfondimento: “Nuova tegola per i conti Ama, stop ai crediti dalle banche”. Revocati affidamenti per 240 milioni, garantita soltanto la gestione ordinaria. Ancora bloccata la discarica di Colleferro: ripartirà parzialmente domani. Nuovi disagi.

Alla base della decisione degli istituti – scrive Francesco Pacifico su Il Messaggero – c’è in primo luogo il rifiuto dal 2017 del Comune di firmare come garanzia la sottoscrizione del pegno sui crediti derivanti dal contratto di servizio. Il problema si era posto anche durante la gestione Bagnacani, quando si era paventata l’impossibilità a pagare gli stipendi. Le banche, poi, motivano la loro scelta anche per la mancata approvazione sia dei bilanci 2017 e 2018 (il primo è congelato da un contenzioso con Roma Capitale) sia di un piano industriale, a maggior ragione dopo aver saputo che nel consuntivo del 2017 l’azienda si appresta a svalutare l’area dell’ex centro carni da 131 a 31 milioni di euro.

Da Ama si legge sul quotidiano – fanno sapere che «la revoca delle linee non ha alcun effetto sulla sostenibilità finanziaria dell’operato dell’azienda. Le due linee di credito, infatti, non sono più utilizzate dall’azienda fin da agosto 2017». Natale Di Cola, segretario della Cgil Roma e Lazio parla di «ennesima tegola, che aggrava la crisi e che rende più fragile l’azienda condanna a non effettuare investimenti nel breve periodo». Detto questo, l’azienda ora si regge, di fatto, soltanto sui 59 milioni di euro che ogni mese Roma Capitale versa per il contratto di servizio, mentre è ancora attivo fino al 2021 il mutuo a lunga scadenza, che vale circa 140milioni.

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