Mario Rusconi, pres. dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e del Lazio, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla data del ritorno a scuola a settembre in concomitanza con le elezioni regionali. “Io sostengo che con il Covid tutti i nodi stiano venendo al pettine – ha affermato Rusconi-. Da 10-15 anni chiediamo di togliere le cabine elettorali dalle scuole, non siamo stati mai ascoltati, ora i nodi vengono al pettine. Cominciare il 13 e poi richiudere poco dopo non ha senso. La scuola dovrà cominciare l’1 o il 2 settembre perché i ragazzi ammessi alla classe successiva nonostante le insufficienze devono dimostrare di avere recuperato, quindi dal punto di vista organizzativo la scuola dovrà cominciare prima. Inoltre ci vorranno almeno 3-4 giorni di simulazione con gli studenti per testare le misure di sicurezza ed abituare i ragazzi”.

Sulle modalità di rientro a scuola. “Gli ingressi dovranno essere per forza scaglionati. Da qualche anno chiediamo agli enti locali una ricognizione per sapere quante aule ci sono, di che grandezza sono. Allora al Ministero abbiamo detto che prima di applicare qualsiasi norma, le scuole devono sapere se in una determinata aula ci possono entrare 15 o 20 o 25 persone per capire come assicurare il distanziamento di un metro. Il 20% delle scuole superiori italiane non è in grado di assicurare in tutte le classi il distanziamento, bisognerà capire come ovviare. Si parla di cinema e teatri, un preside non si può mettere a caccia di cinema e teatri, perché poi i proprietari delle sale ci inseguono con i forconi. Stiamo aspettando le linee guida per capire se in una scuola ci sono 10 classi che non possono mantenere il distanziamento che facciamo? Il Comitato tecnico scientifico lo sa quanti cinema ci sono a Crotone o a Sondrio?”.

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