“Il tema dell’automobile è stato centrale in questa legislatura, cosi come quello degli incentivi. La pandemia ha prodotto una crisi di mercato notevole e la necessità di sostenere il mercato, la produzione, la vendita per sostenere il lavoro. Noi come come gruppo parlamentare Pd ci siamo impegnati in parlamento per incentivi che – con riferimento al 2021 – a fronte di circa un miliardo di euro hanno prodotto circa 450 mila nuove immatricolazioni, producendo nel complesso 11 miliardi di volume di affari ridando fiato al settore. Contemporaneamente, grazie al sistema delle rottamazioni siamo anche riusciti ad arrivare ad un deciso miglioramento ambientale.

 

Parallelamente abbiamo cercato di stimolare la messa in campo di una politica industriale fatta di risorse, scelte, strumenti.
Oggi i soldi ci sono (2-3 miliardi dal Pnrr) che unitamente a 8,7 miliardi della legge 34 del 2022 fanno un pacchetto di 11-12 miliardi di euro per il settore dell’auto disponibili da qui alla fine del decennio. A questi soldi dobbiamo accompagnare una progettualità: ricerca e sviluppo, formazione e sostegno alla transizione del settore della componentistica. Più ambiente ma anche più industria. Le due cose devono andare di pari passo. Il passaggio all’elettrico è un tema ecologico ma anche di mercato e va accompagnato da ricerca e sviluppo. L’auto in Italia è innovazione e non possiamo perderla. Ma la vera sfida del Pd è questa: coniugare la transizione ecologica ad una grande responsabilità sociale. Non vogliamo e non possiamo lasciare fuori nessuno dalla mobilità del futuro”.
Lo ha detto Gianluca Benamati, capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio intervenendo al convegno “L’auto tra crisi e transizione ecologica” organizzato dal gruppo del Partito Democratico alla Camera.

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