“La Regione Lazio non ha mai comunicato a Roma Capitale l’ipotesi di cui parla l’assessore Veronica Mammì. Le spese per medicinali, come ben specificato dalla delibera di giunta regionale 138, non sono residuali ma vengono riconosciute da parte dei servizi sociali comunali e municipali sulla base di una richiesta specifica degli utenti che non siano esenti o su segnalazione degli enti del terzo settore. Come già comunicato al Comune di Roma, le modalità attuative e organizzative del provvedimento regionale rientrano nella autonomia gestionale dell’ente stesso il quale deve garantire che anche i cittadini romani beneficino delle risorse messe a disposizione della Regione Lazio per buoni pasto e spese per medicinali”. Così l’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli, replica alle dichiarazioni rilasciate dalla sua omologa di Roma Capitale, Veronica Mammì.

“Si tratta – prosegue l’assessore Troncarellidi un aiuto non quantificato perché dipendente dai bisogni di salute e dalla presenza o meno di esenzione. La Dgr 138, per venire incontro alle famiglie in situazione di disagio economico derivante da Covid-19 e alle persone più fragili, quali gli anziani, ha previsto la possibilità di rivolgersi ai servizi sociali nel caso di spese sostenute per l’acquisto di farmaci, fino a un massimo di 100 euro al mese. Roma Capitale, quindi, dovrà riconoscere la copertura dei costi sostenuti ai cittadini romani che ne faranno richiesta e ne hanno diritto”.

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