Scuola in primo piano sull’edizione romana de La Repubblica: “Caccia ai professori, ne mancano 5000. I concorsi non bastano”. Ombre sulla riapertura dell’anno a settembre. 3000 buchi fra medie e superiori. Si ricorrerà alle liste provinciali. Vuota 1 cattedra su 3 del sostegno.

A pagina 3: “Cinquemila cattedre vacanti «Soluzione in tempi record»”. La drammatica carenza di docenti si ripropone anche quest’anno. Ma la graduatoria provinciale e i fondi Covid forse riusciranno a garantire una via d’uscita più rapida. “Quel che manca sono comunque i concorsi a cattedra”.

“(…) In Italia quest’anno è record: oltre 85mila cattedre in cerca di prof contro i 64mila dello scorso anno. Solo nella Capitale – scrive Arianna Di Cori – se ne hanno 1387 nella scuola primaria e 437 in quella dell’infanzia, tra insegnanti comuni e di sostegno. Alle scuole superiori e medie circa 1600 e 1400. Cosa vuol dire nel concreto? Che come ogni anno, a settembre si aprirà la tarantella di precari, chiamati — se fortunati richiamati — a fare supplenza dai vari istituti, chi per un anno, chi per pochi mesi. Una procedura che viene portata avanti dai singoli istituti, e che generalmente consegna organici completi, ossia classi con il loro docente, solo ad anno avviato. (…) Il nodo cruciale è quello dei concorsi. Bloccati per quasi vent’anni, e ripresi solo nel 2016 e nel 2018, hanno raccolto nelle graduatorie un numero di docenti troppo basso per coprire la reale necessità. Basti pensare che a Roma, le graduatorie ordinarie e straordinarie sia per le superiori che per le scuole medie sono già totalmente esaurite. C’è ancora disponibilità nelle graduatorie di elementari e medie. Ma poi, non resterà che andare ad attingere al bacino dei precari, ossia coloro che non hanno ancora raggiunto i 3 anni di anzianità necessari per poter partecipare ai concorsi (…)”

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