Il leader di Azione Carlo Calenda è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è Desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano. Con Calenda si è affrontato il tema della riapertura delle scuole e del rilancio economico dell’Italia.

Ritardi e lockdown. “Non ho mai commentato i provvedimenti di apertura o chiusura. A fine aprile ed inizio maggio abbiamo prodotto un documento dettagliato, regione per regione, per fotografare lo stato delle strutture sanitarie, compreso tutto quello che serve per gestire la lunga fase di convivenza con la pandemia. Lo abbiamo presentato al ministro Speranza, mandata in giro ma non è stata presa in considerazione e la situazione oggi è altrettanto caotica. Tra le proposte presentate, avevamo sottolineato che la maggior parte dei contagi covid avvengono in famiglia ma molte famiglie non hanno case abbastanza grandi per fare l’isolamento. In altri paesi costruite residenze covid. Qui siamo ancora alla discussione sulle discoteche, cosa idiota perché non dovevano proprio essere aperte”.

Comunicazione e notizie. “Abbiamo passato svariati mesi prima a sentire le rassicurazioni di Speranza, poi sembrava stessimo vivendo in una condizione peggio della peste. Ora si racconta che il problema si è attenuato. Non posso dare retta a chi dice cazzate a ruota libera senza elementi di fatto. Ieri ero in una trasmissione con Melania Rizzoli che ha detto che il virus si è attenuato. Le le ho chiesto se avesse delle prove o dati per dire questo e la sua risposta è che non ci sono evidenze di questo”.

È da questi messaggi contradditori che nascono negazionisti e comportamenti strani? “Soprattutto ci sono personaggi pubblici che danno messaggi contradditori. Anche Boldi si è espresso sul covid dicendo buffonate. Briatore invece fa il decalogo sul tarpare le ali ai poveri ragazzi che vogliono ballare invece di preoccuparsi del fatto che non vanno a scuola. Questa roba deve finire. L’Italia deve diventare un paese serio.

Scuola. “Abbiamo sentito dire di tutto, dal plexiglass ai banchi a rotelle. Il problema della scuola è uno dei problemi più complessi in assoluto ed è lo stesso in tutti i Paesi. È stato affrontato con gravissimo ritardo, parlando prima di avere le idee chiare. La verità è che c’è stata poca serietà. Gli israeliani hanno aperto le scuole ed hanno fatto un macello. Non me la sento di dire che c’era un modo sicuro. Almeno chiedo una serietà nei messaggi. Per il trasporto pubblico degli studenti ora ci si inventa che i compagni di classe sono considerati congiunti e si pensa di risolvere il problema quando bisognerebbe cercare di non farli infettare. È l’ora nel dilettante. Vi pare normale che anche nei bar ti misurano la febbre ma per la scuola si pensa di farlo fare in famiglia?”

Recovery Fund. “L’italia sui mercati non ci va più senza supporto della Bce e dell’Europa. Quando quelli ballano in Parlamento perché ricevono i soldi del Recovery Fund non capiscono che il prossimo anno finiranno quelli della Bce. Non siamo autonomi economicamente. Bisogna cominciare a sbloccare licenziamenti per dare modo ai lavoratori di entrare nei settori che tirano di più uscendo da quelli che stanno fallendo. Bisogna far ripartire la spesa pubblica sulle cose che servono. In primis la sanità spendendo i soldi del MES. Sarebbero 36 miliardi di debito buono, come direbbe Draghi. Poi bisogna investire su scuola ed istruzione. Serve il tempo lungo per ogni ordine e grado fino al secondo ciclo di studio. Alla fine del liceo i ragazzi escono con fragilità doppia rispetto al resto d’Europa, siamo il paese più ignorante dell’Unione”.

Roberto Giachetti la vorrebbe candidato a sindaco di Roma per il centrosinistra. “C’è una contraddizione in termini. Sia il PD che Italia Viva mi attaccano su molte cose però pensano che io sia in grado di gestire Roma. Ad oggi con c’è questa coalizione per Roma perché il PD piuttosto che supportarmi per la candidatura si butterebbe nel Tevere con un masso al collo. Sono uscito dal PD dopo l’alleanza col 5 stelle ed ora sto cercando di costruire un’alternativa”.

Discorso di Mario Draghi al meeting di Rimini: “Sono contrario alla deificazione. È successo con Monti, si pensò che era la soluzione a tutti i problemi. Poi c’è stato l’odio. Incoroniamo degli eroi e poi li distruggiamo. Lo facciamo continuamente, con Monti prima e Beppe Grillo poi, grazie al quale ci siamo trovati degli scappati di casa. Zingaretti dice stupidaggini quando dice che avremo soldi dall’europa per 40 anni”.

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