il leader di Azione, Carlo Calenda, candidato a sindaco di Roma per il 2021, ha rilasciato una lunga intervista a Start su Sky TG24. Ecco le sue parole: “Il Mes non è un dibattito superato perché bisognerebbe prenderlo, ma c’è un altro problema: noi in questo momento non abbiamo un problema di soldi ma abbiamo il problema che non li investiamo. Non li investiamo perché nessuno gestisce nulla e, anzi, siamo in un Paese cui si teorizza che un politico che ha esperienze gestionali e amministrative è un tecnico e non un vero politico. Siamo arrivati in una condizione in cui lo Stato non funziona – aggiunge Calenda – perché nessuno sa gestire, anche al Governo ci sono in alcuni casi persone di grandi qualità ma nessuno ha mai gestito nulla. L’esperienza gestionale, non solo quella privata ma anche l’amministrare una Regione o una grande città, è fondamentale”.

Secondo Calenda per affrontare la pandemia “in questo periodo le Regioni non hanno fatto quello che dovevano e il Governo non ha fatto quello che doveva sia direttamente con il commissario Arcuri sia per monitorare, perché abbiamo scoperto l’impreparazione delle Regioni quando si è riattivato il virus. Speranza non è andato in tv a luglio a dire che le Regioni non stavano facendo le cose. Ci sono state carenza gestionale da parte del ministero della Salute e una carenza implementativa di far accadere le cose delle Regioni”.

Il leader di Azione contesta la strategia dell’esecutivo durante l’emergenza Covid: “Stiamo rincorrendo il virus dall’inizio, per ogni critica al Governo abbiamo fatto una proposta alternativa ma il Governo non ha mai ascoltato”.

Per quanto riguarda il decreto ristori, Calenda sostiene che “a differenza degli altri decreti è veloce, perché l’Agenzia delle Entrate funziona, ma ha un ammontare che non va bene. A Gualtieri avevo proposto subito di restituire gli anticipi Irap e Ires di novembre alle aziende che hanno perso. Sarebbe stata una cosa potente e immediata. Poi ho proposto di sospendere il pagamento delle tasse in caso di una seconda ondata, che non voleva dire annullarlo. Tutto lasciando stare i ristori qua e là”.

“Dall’inizio di questa crisi – ha aggiunto Calenda – predico il dialogo. Va fatto sul serio e va fatto veramente con un confronto sulle cose e nel merito delle questioni. Richiede inoltre che da una parte il Governo, e in particolare Conte, smetta di avere questa sensazione che il Covid possa essere risolto anche con un eccesso di retorica e di autosufficienza come se fosse il padre buono degli Italiani, e dall’altra parte non può esserci un’opposizione che faccia quello che ha fatto Salvini, con proposte assurde, levandosi la mascherina e dicendo un po’ che il Covid c’è un po’ che non c’è, neanche all’asilo si è vista un’opposizione fatta così”

Il leader di Azione, uscito dai Dem nel 2019, parla anche della sua candidatura a sindaco di Roma e riferisce che “dal PD non ho alcuna risposta. Fra poco il centrodestra avrà un candidato, ce l’ha la Raggi e il centrosinistra deve decidere. Non pretendo che mi appoggi, deve semplicemente decidere se lo fa o no. Non può continuare a dire in mezzo al Covid, che forse farà le primarie fra sei mesi. Con la destra in campo e la Raggi in campo per sei mesi giochiamo a racchettoni? Dicessero una parola chiara, poi mi regolo. Non sono contrario alle primarie di coalizione – continua Calenda – però se questa è la situazione a questo punto le primarie non sono possibili. Il Pd, per tante ragioni comprensibili o no, può dire che preferisce i Cinque Stelle e non possono sostenermi, ma serve una parola di chiarezza in un senso o nell’altro”.

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