Primo incontro tra Roma Capitale – il Vicesindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo e il Direttore del Dipartimento attività culturali Vincenzo Vastola – ed esperti in rappresentanza delle principali istituzioni internazionali che analizzano la relazione tra partecipazione culturale, benessere e sviluppo. Tra gli altri partecipano: Pierluigi Sacco, IULM e metaLAB (at) Harvard, con Ekaterina Travkina dell’OCSE, Valentina Montalto del Joint Research Centre della Commissione Europea con Laszlo Pinter dell’Università Centrale Europea e Robert Manchin Direttore scientifico dell’Osservatorio di (non) partecipazione culturale – C(n)PO cui sta lavorando Roma Capitale. Il confronto tra le diverse istituzioni rappresenta una novità nella ricerca applicata alle politiche culturali cittadine, nazionali e internazionali.

 

L’incontro è organizzato da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, in collaborazione con ASviS all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile, per confrontarsi sulla metodologia sperimentata a Roma per analizzare i comportamenti sociali e culturali che caratterizzano territori specifici e valutarne l’impatto sul benessere percepito. Oltre alla presentazione dalle esperienze internazionali, tra cui il “Better life indexdell’OCSE sviluppato seguendo le indicazioni della commissione Sen – Stiglitz – Fitoussi, oggi viene condivisa la presentazione della fase sperimentale appena conclusa del C(n)PO promosso dalla stessa Amministrazione capitolina.

 

Novità assoluta a livello globale nell’ambito delle ricerche su partecipazione culturale e benessere dei cittadini, il lavoro promosso da Roma Capitale utilizza tecniche integrate tra big data provenienti dalle reti di telefonia mobile e anonimizzati e dati provenienti da interviste individuali condotte sul campo su un campione di 1400 persone rappresentativo dei territori analizzati. Si tratta del primo esperimento di questo tipo in ambito culturale, in linea con le ultime ricerche del MIT (Massachusetts Institute of Tecnology) e Harvard su temi quali criminalità e disuguaglianze in città quali Boston, NYC, Bogotà e Medellin.

 

“Basandosi sui comportamenti e la propensione alla partecipazione culturale dei territori, è possibile sviluppare una nuova mappa della città e dei suoi ‘villaggi urbani’ che scopriamo talvolta diversa da quella rappresentata dalle sezioni di censimento o dalle zone urbanistiche. Grazie all’integrazione di big-data e indagini qualitative, emerge l’esistenza di ‘villaggi urbani’, ciascuno con specifiche risorse e disagi, ovunque questi si collochino in città, superando così la generica distinzione tra centro e periferia. Questo nuovo modo di conoscere la città dimostra l’esistenza tangibile di una nuova prospettiva e offre elementi per interventi più puntuali, potenzialmente in grado di avere un più rapido impatto sul benessere dei cittadini” dichiara il Vicesindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo.

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