“Abbiamo sempre dichiarato apertamente la nostra volontà politica: mantenere Atac pubblica per garantire un servizio di trasporto uguale per tutti i romani e tutelare 12mila lavoratori. Per questo abbiamo intrapreso un percorso di rilancio attraverso lo strumento del concordato preventivo. Siamo stati sempre coerenti. Abbiamo lottato per non svendere l’azienda al miglior offerente con un unico interesse: offrire un servizio davvero efficiente dal centro alle periferie, senza differenze. È un percorso lungo e non privo di ostacoli, ma necessario. Non si può dire lo stesso di altre forze politiche, che non hanno mai preso posizione contro la privatizzazione promossa dai promotori del Referendum”, dichiara il vicesindaco con delega alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

“Continueremo – prosegue Calabrese – a lavorare per rendere Atac una società sana ed efficiente. Non ci fermeranno le polemiche di chi vuole svendere la principale azienda di trasporto pubblico d’Europa, un patrimonio che appartiene a noi romani. Gli altri partiti dicano chiaramente se vogliano o meno Atac pubblica. È il momento di gettare la maschera. Le polemiche di chi ha accumulato 1 miliardo e trecento milioni di debiti e ha anche la faccia tosta di fare la morale non ci fermano. Per risanare un’azienda che era sull’orlo del fallimento e fare nuovi investimenti ci vuole coraggio. Noi lo abbiamo fatto per i romani”. 

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