Da oggi fino al 24 maggio all’Aranciera di San Sisto si tengono le giornate conclusive del Progetto “La città che vorrei. Decoro, Sicurezza, Resilienza”, l’iniziativa di formazione sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile che ha coinvolto, da gennaio fino a maggio, 14 Istituti di scuola primaria in 12 Municipi.

Nel complesso: 4.300 gli alunni coinvolti, 208 classi, ciascuna interessata da 10 ore di formazione, per un totale di 2.080 ore, distribuite in maniera strutturata e continuativa nell’arco di 5 mesi tra “attività in aula” per l’apprendimento dei moduli didattici (“Gli elementi della strada”; “Regole e comportamenti”; “Mobilità sostenibile”) ed “esercitazioni in cortile”, per l’apprendimento pratico dell’uso corretto della bicicletta.

Il progetto fa parte del piano di riqualificazione delle periferie “De.Si.Re – Decoro, Sicurezza e Resilienza” realizzato e promosso da Roma Capitale, coordinato da Roma Servizi per la Mobilità, in collaborazione con la Polizia Locale, AC Roma (Acinservice e Anai) e la Federazione Ciclistica Italiana e con il patrocinio della “Consulta Cittadina Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità”.

Per l’Assessore alla Città in Movimento di Roma, Linda Meleo, queste giornate sono un’occasione per presentare i risultati delle attività svolte, con il coinvolgimento di tutti i soggetti che nel corso dell’anno hanno contribuito a valorizzare l’iniziativa. Il tutto nella cornice dell’Aranciera di San Sisto dove negli spazi esterni sono stati allestiti circuiti in bicicletta e stand dedicati ai temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile.

Nel corso dei tre giorni saranno inoltre mostrati gli elaborati realizzati dalle scuole e messe in scena le rappresentazioni teatrali – “Angoli di strada” e “La città che vorrei” – che hanno rafforzato l’attività formativa durante l’anno scolastico.

Obiettivi dei corsi di formazione: trasferire le conoscenze sull’uso corretto della strada, a piedi, in bicicletta o a bordo di un veicolo, stimolando la capacità di riconoscere il pericolo e tradurlo in assunzione di comportamenti sicuri; insegnare le regole del Codice della Strada; consolidare, sin dai più piccoli, modelli di mobilità “sicura” e “sostenibile”, a piedi e in bicicletta (sollecitando iniziative di “pedibus” e “bicibus”), in collegamento con il trasporto pubblico e forme alternative di utilizzo dell’auto (car pooling, car sharing), rispetto ai benefici fisici e psicologici, ambientali e sociali, di vivibilità ed inclusività che ne conseguono.

Il coinvolgimento, durante il ciclo formativo, di dirigenti scolastici e docenti (coinvolti a pieno titolo nelle  attività di formazione) e degli agenti della Polizia locale (che hanno specifica competenza nell’educazione stradale), nonché delle famiglie (periodicamente incontrate nei vari step formativi) ha avuto un duplice fine: accrescere i livelli di conoscenza/consapevolezza da parte delle diverse componenti che entrano in gioco nei processi educativi per proporre a loro volta modelli di comportamento coerenti rispetto agli obiettivi prefissati dall’azione formativa; consentire alle scuole, al corpo docente e ai referenti della Polizia locale, di continuare a riproporre tali tematiche nell’ambito della rispettiva azione educativa, utilizzando gli strumenti e i materiali lasciati in eredità dal progetto “La città che vorrei”.

Ciò con l’obiettivo più ambizioso di avviare, attraverso il progetto, un processo virtuoso che, progressivamente nel tempo, possa consentire di diffondere in tutte le scuole percorsi formativi autonomi e di analoga rilevanza sui temi della sicurezza stradale, del rispetto delle regole e della mobilità sostenibile.

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