“Come nei vecchi campi di cotone ai tempi dello schiavismo. Non ci sono altre parole per commentare l’operazione che a Terracina ha portato all’arresto di un imprenditore agricolo che avrebbe ripetutamente minacciato a mano armata di fucile diversi lavoratori indiani impiegati nella propria azienda. Questa notizia ha dell’incredibile: alle forze dell’ordine che sono intervenute va il nostro apprezzamento, ma nonostante l’impegno delle istituzioni e delle forze dell’ordine il caporalato resta una piaga del nostro territorio”. Lo dicono Roberto Iovino, segretario della Cgil di Roma e del Lazio e Giuseppe Cappucci, segretario generale della Flai Cgil di Roma e del Lazio.

Serve ora attivare la task force ispettiva annunciata dalla Regione Lazio, per garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro a partire dal contrasto al caporalato in agricoltura. Occorre inoltre rendere operativi gli strumenti previsti dalla legge regionale approvata lo scorso agosto. Nel territorio pontino, invece, crediamo sia urgente convocare la sezione territoriale per il lavoro agricolo di qualità, istituita ma ancora non operativa”.
La sezione territoriale è uno strumento fondamentale previsto dalla legge anticaporalato (l.n. 199/2016) ai fini di assicurare trasparenza e legalità nel settore agricolo. Chiediamo a tutte le istituzioni di convocare quanto prima il tavolo ma cosa ancora più importante mettere in pratica quanto previsto dalla legge in merito al mercato del lavoro, ai servizi per i lavoratori (come trasporto e alloggio) e infine per richiamare le aziende agricole alle loro responsabilità”.

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