“È piuttosto sorprendente. Un mese fa hanno mandato a casa Mario Draghi, sostenendo che avrebbero fatto loro i provvedimenti e che, una volta al governo sarebbero stati in grado di adottare le misure. Adesso invece invocano un intervento straordinario del presidente del Consiglio”. Ai microfoni di iNews24, Enrico Borghi, candidato al Senato nel collegio plurinominale Piemonte 02, come capilista della lista Partito democratico – Italia Democratica e Progressista, commenta la proposta della Lega di un “armistizio” elettorale per poter risolvere con il Governo il caro bollette. “Hanno fatto e stanno facendo esattamente come gli apprendisti stregoni. Hanno messo in atto un’azione sconsiderata, le cui conseguenze si ripercuotono su tutti e su loro stessi in particolare. C’è un elemento di incoerenza di fondo nella destra”, aggiunge.

Come spiega Borghi, il Pd non è d’accordo a un eventuale scostamento di bilancio per affrontare il caro bollette: “Siamo molto preoccupati per l’idea dello sfondamento dei conti che sta dietro a una serie di proposte del centrodestra, e anche sul tema di un ulteriore indebitamento. Si possono realizzare le coperture attraverso provvedimenti ordinari. Bisognerà naturalmente verificare quant’è il gettito erariale derivante dall’andamento del Pil, così come si possono fare altre scelte di allocazione di risorse. Non siamo favorevoli a scostamenti di bilancio che ci vedrebbero ancora una volta letti in Europa come spendaccioni, mentre in questo momento dobbiamo dare continuità alla politica di Draghi di attenzione all’equilibrio dei conti pubblici”. 

Il deputato dem aggiunge: “Abbiamo massima fiducia nei confronti del presidente Draghi. Sappiamo che farà i provvedimenti necessari. Anche lui sa che non si può arrivare a ottobre nelle condizioni date. Rifletterei in modo generale sul fatto di dover interrompere la spirale generale del meccanismo dell’aumento dei costi”. 

Secondo Borghi, bisogna fermare la speculazione: “Se interveniamo soltanto sul meccanismo del prezzo senza bloccare la speculazione che è in atto rischiamo di alimentare la situazione. È evidente che più gli Stati intervengono per abbassare l’elemento fiscale sul prezzo, più chi specula – cioè i russi e i trader – possono essere indotti ad alimentare questo meccanismo perché “tanto c’è lo Stato che copre”. Bisogna quindi interrompere – e da qui il tema del prezzo amministrato – la speculazione avviata sulla borsa di Amsterdam e sul gas da parte dei russi. Questo Draghi lo sa bene. Bisogna uscire dalla logica del mercato degli acquisti sulla borsa di Amsterdam e andare in una direzione di prezzo amministrato e nazionale”.

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