Quale è stato l’impatto economico del lockdown, quali sono le aspettative e le azioni messe in campo dalle imprese per il passaggio alla “fase 2”? Il nuovo report della Camera di Commercio di Roma si è concentrato su queste domande.

La Camera di Commercio ha elaborato, dunque, una settima indagine che offre un’analisi sull’impatto del Covid-19 sul tessuto imprenditoriale locale. Più in generale, l’Osservatorio predisposto dalla Camera di Commercio di Roma fornisce un costante aggiornamento sull’evoluzione dei fatti, con l’obiettivo di identificare le misure che meglio si prestano a contenere il danno economico subito dalle imprese e studiare strategie per il rilancio.
La Camera di Commercio di Roma ha costruito un panel di 500 imprese rappresentative delle attività economiche di Roma e provincia per valutare l’impatto economico del coronavirus e fornire un costante aggiornamento sull’evoluzione della situazione. La settima indagine è stata somministrata tra il 29 aprile e il 5 maggio 2020. Le imprese del campione hanno nel 67% dei casi la sede nel comune di Roma e per il 33% dei casi nel resto della provincia di Roma. L’84,6% delle imprese ha tra 0 e 9 dipendenti, il 12,6% ha tra 10 e 49 dipendenti e il 2,8% delle imprese ha oltre 50 dipendenti.

L’impatto del lockdown è stato molto duro, con il 93% delle imprese che ha registrato cali di fatturato, la maggioranza (il 70,8%) con cali di oltre il 30%.
Molto pessimistiche anche le aspettative di recupero con la “fase 2”. Solo un’impresa su tre pensa di poter recuperare parte del fatturato perso e con percentuali al massimo del 30% (solo lo 0,5% pensa di poter recuperare oltre il 30%).
Non esiste una strategia nettamente prevalente scelta dagli imprenditori per prepararsi alla “fase 2”, ma con il 22,8% quella di ridurre i costi è la scelta principale.

Impatto del lockdown – Il 70,8% delle imprese ha avuto una riduzione del fatturato di oltre il 30% nel periodo di lockdown. Il 21,9% ha avuto una riduzione fino al 30%, mentre solo il 5,5% non ha avuto riduzioni del fatturato e l’1,8% ha registrato un aumento.

Aspettative sulla “fase 2” – Il 39,7% delle imprese pensa che la situazione non migliorerà anzi potrebbe ulteriormente peggiorare. Il 26,5% pensa che non riuscirà a recuperare nulla. In totale due imprese su tre non si aspettano recuperi. Il 25,1% pensa di poter recuperare fino al 20%, mentre l’8,2% pensa di poter recuperare fino al 30%. Solo lo 0,5% pensa che il recupero possa essere superiore al 30%.

Come le imprese si stanno preparando alla “fase 2” – Il 22,8% delle imprese si prepara a tagliare i costi aziendali per affrontare il ridimensionamento del mercato. Il 16,4% pensa di non dover fare cambiamenti perché la domanda si è ridotta, ma non sono cambiate le condizioni generali di mercato.
Lavoro digitale, messa in sicurezza dei locali, e riorganizzazione delle modalità di vendita sono le altre scelte prevalenti con percentuali intorno al 12% per ognuna di queste azioni. Da segnalare che il 6,4% del campione ha aumentato l’utilizzo dei canali di vendita online.

“Siamo entrati nella “fase 2”, quella della graduale riapertura di aziende, esercizi commerciali e uffici, ma la situazione del tessuto imprenditoriale romano resta molto seria e sofferente. Questo settimo report spiega Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma  conferma i dati e i risultati delle rilevazioni precedenti, specie sul fronte del giro di affari: la quasi totalità delle imprese, il 93%, dichiara di aver subito cali di fatturato e la grande maggioranza (il 70,8%) lamenta perdite di oltre il 30%. Siamo sul crinale e abbiamo bisogno di fiducia, intelligenza e tenacia per affrontare questa ripartenza a lento rilascio. Oltre al taglio dei costi, lavoro digitale, messa in sicurezza dei locali, e riorganizzazione delle modalità di vendita sono le scelte prevalenti per affrontare la “fase 2”. In particolare, resto convinto che le Istituzioni devono continuare a incoraggiare e rafforzare la trasformazione digitale delle imprese: è un’azione cruciale sia in questa fase di crisi, sia soprattutto per il prossimo futuro. La congiuntura – conclude Tagliavanti è molto difficile e complessa, ma le imprese hanno una grande voglia di rimettersi in moto. Dopo una fase così lunga di stallo, è normale che emergano difficoltà e preoccupazioni per quella che è la grande sfida della ripresa: come un maratoneta prima di una gara importante che attendeva, affiora l’ansia di non farcela. Ma se verranno superati in fretta intoppi burocratici e alcune inefficienze ricreando fra imprenditori, consumatori e famiglie condizioni accettabili di ripartenza, allora lo faremo con grande determinazione”.

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