“Nei prossimi concorsi che la Regione Lazio sta bandendo per potenziare i Centri Impiego solo alcuni beneficeranno dei titoli di servizio , nonostante le nostre posizioni ribadite negli incontri con L’assessore Di Berardino e la Direzione Personale, che avevano dato aperture per valorizzare le professionalità che operano da anni nei Centri per l’Impiego del Lazio. Una manovra brusca – scrivono in una nota CGIL, CISL e UIL di categoria – che non ci attendevamo e che mal si concilia con il clima costruttivo degli incontri precedenti. Il meccanismo del punteggio aggiuntivo, come già previsto in altri concorsi pubblici banditi da molte Regioni riservato a chi può vantare anzianità di servizio nei CPI, non è una regalia ma un riconoscimento de iure per chi ha già prestato sul campo la propria opera alla comunità. Stiamo parlando – evidenziano i sindacati – di lavoratrici e lavoratori che hanno attraversato e vistopassare ben tre riforme del mercato del lavoro. Buttare a mare questo bagaglio di conoscenze e abilità sul campo, sarebbe una scelta scellerata, soprattutto alla vigilia del lancio di alcuni programmi dedicati al contrasto alla disoccupazione.

Ma in questa vicenda ormai fuori da ogni logica – lamentano i sindacati – c’è anche spazio per l’incoerenza. Se da una parte si ignorano queste professionalità presenti oggi in Laziocrea, che ricordiamo hanno lavorato e presidiato i CPI durante la pandemia assicurandone insieme ai colleghi di Regione Lazio il buon funzionamento, dall’altra “porte aperte” e riconoscimenti per altri lavoratori inquadrati precedentemente da Anpal come i Navigator. Nonostante la recente normativa che integra e modifica il decreto 165/2001 prevedendo questa opportunità la Regione Lazio fa una precisa scelta politica che riteniamo inspiegabile. Se così fosse – avvertono i sindacati – è bene che la Regione sappia che è nostra intenzione resistere fino a proclamare lo sciopero dei lavoratori di Laziocrea che operano nei CPI, e impugnare il bando in uscita.

Per questo il 9 Agosto saremo sotto la sede della Regione Lazio a protestare”,  concludono i sindacati

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