“Giornate di macellazione ridotte a causa dei lavoratori del Centro Carni in smart working? A Roma l’attività del maggiore centro produttivo di lavorazione e macellazione della carne è a rischio per la difficoltà dell’Amministrazione nel comprendere adeguatamente le mansioni e il tipo di attività in cui sono impiegati i dipendenti capitolini tanto da paventare l’introduzione del lavoro agile nella filiera con invitabili risvolti negativi sul servizio erogato. Non parliamo certo delle decine di funzionari e impiegati amministrativi che si trovano nel “confino” dell’Amministrazione sulla Palmiro Togliatti ma dei pochissimi operai del Comune rimasti che pur essendo appena in sei unità, divise su turni, si vorrebbe mettere in lavoro agile. Come si fa a timbrare da casa sui quarti di bue o la carne appesa ai ganci? Spazzeranno con il computer dalle loro abitazioni? Gli addetti alla tracciabilità dove metteranno i certificati? In questi termini non si parla di lavorare in modo intelligente ma semplicemente di lavorare meno, cosa che il centro produttivo non può permettersi, specialmente nell’attuale contesto. Ricordiamo che il rinomato abbacchio romano IGP viaggia al di fuori dei circuiti di allevamento intensivo e dipende unicamente dai controlli della filiera del Centro Carni di Roma che deve garantire tempi adeguati di macellazione. Presenteremo una interrogazione al sindaco Raggi per avere risposte urgenti. Siamo di fronte ad una lunga storia di disaffezione tra Roma Capitale e il suo Centro Carni che adesso culmina con l’ennesimo tentativo di delegittimare il lavoro svolto da un’eccellenza del nostro territorio”.
Così in una nota il consigliere capitolino della Lega-Salvini Premier Davide Bordoni.

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