“I residenti del Centro storico si trasferiscono altrove e i negozi abbassano le serrande. In 5 anni – lo ha ricordato recentemente Carlo Calenda –    il calo dei residenti del centro storico è stato pari al 35,8% e a Trastevere lo spopolamento ha raggiunto il 43,1%. Sono dati drammatici che denotano una crisi profonda e lanciano un forte allarme sulla zona più attrattiva e commercialmente più importante della città”.
Così in una nota la capogruppo della Lista Calenda Flavia de Gregorio.
“Se  l’andamento demografico del centro è fortemente condizionato dagli annunci sulle piattaforme digitali per affitti a breve termine, la chiusura delle attività commerciali e artigianali oltre a subire il fenomeno della gentrificazione e dell’alto costo degli affitti e determinata in parte da un’offerta legata al turismo ‘mordi e fuggi ’. Botteghe storiche, librerie, antiquari, artigianato di qualità, ma anche negozi storici di abbigliamento sono sempre più a rischio e la loro resa  ridisegna l’immagine della città e della sua parte storica più pregiata come una Disneyland archeologico- rinascimentale da dove si spandono odori forti  di friggitorie e cucine a buon mercato.  Parigi, Londra, Madrid, Berlino e Amsterdam – sottolinea la capogruppo della Lista Calenda in Campidoglio – hanno regolamentato il fenomeno dei B&B,  Roma invece è rimasta alla deregulation. Venezia e Firenze intendono  considerare ‘strutture ricettive’  gli immobili dei centri storici locati per meno di un mese ridefinendo anche l’agibilità  per finalità turistiche. Utilizzando invece il patrimonio comunale e le tutele per le botteghe storiche attraverso marchi di qualità e gli sgravi economici per i settori più a rischio si può arginare la deriva del ‘mangia e bevi’ che deturpa l’immagine della capitale e spesso determina il fastidioso fenomeno della ‘malamovida’. Le deformazioni sul tessuto commerciale-abitativo – conclude De Gregorio – possono essere arginate, serve una forte volontà politica e un tavolo di concertazione per riscrivere regole idonee ad arginare un uso della città completamente alterato”.

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