Sono immagini raccapriccianti quelle riprese dalle telecamere nascoste tra i vasi di fiori dei loculi del cimitero Flaminio: alcuni dipendenti dell’Ama – riferisce il Messaggero – si accaniscono sui cadaveri. La salma viene sezionata. Tagliata con un coltello, i resti buttati nell’ossario comune. Tutto alla luce del sole. Scene che risalgono a gennaio e febbraio scorso. Le videocamere piazzate dai carabinieri del nucleo radiomobile acquisiscono preziose prove. I lavoratori della municipalizzata, con le tute arancioni e la scritta Ama, si dispongono intorno alla salma, la sollevano, un altro la tiene e un collega infierisce con il coltello. Il video drammatico, ma indispensabile per gli inquirenti per incardinare l’accusa da stamattina è sul sito del quotidiano capitolino. I cadaveri sono brutalmente offesi per un solo obiettivo: arrotondare lo stipendio. Il tutto realizzato ingannando i familiari dei defunti, all’oscuro di ciò che accade. La procura di Roma adesso si prepara a chiedere il rinvio a giudizio, il pm è Pietro Pollidori, e accusa 15 persone tra dipendenti dell’Ama e impresari funebri, a vario titolo, per truffa, corruzione, induzione alla corruzione e vilipendio di cadavere.

Il video drammatico, ma indispensabile per gli inquirenti per incardinare l’accusa, da stamattina è sul sito del Messaggero. I cadaveri sono brutalmente offesi per un solo obiettivo: arrotondare lo stipendio. Il tutto realizzato ingannando i familiari dei defunti, all’oscuro di ciò che accade.

La procura di Roma adesso si prepara a chiedere il rinvio a giudizio, il pm è Pietro Pollidori, e accusa 15 persone tra dipendenti dell’Ama e impresari funebri, a vario titolo, per truffa, corruzione, induzione alla corruzione e vilipendio di cadavere.

Giuseppe Scarpa sulle colonne de Il Messaggero spiega in cosa consiste il “business”:

Dopo 30 anni all’interno del loculo, scade il tempo per la permanenza della bara. Perciò si dispone l’estumulazione e il trasferimento dei resti, quasi sempre, nell’ossario comune. Tuttavia in molte aree del cimitero il corpo si conserva in ottimo stato. Una notizia pessima per i parenti del defunto: i familiari devono mettere mano al portafoglio e pagare la cremazione.

È di fronte ad una spesa imprevista che, per i pm, viene presentata una ragionevole e meno dispendiosa soluzione: le faccio spendere di meno. Si tratta di una proposta presentata da alcuni dipendenti dell’agenzia funebre che poi dividono la busta dei soldi con i complici che vestono la divisa dell’Ama. Accade poi il rituale macabro. I parenti non sanno quello che succede.

Non immaginano che ciò che rimane del loro caro verrà poi tagliato da macellai improvvisati: i dipendenti della municipalizzata afferrano i coltelli ed iniziano a sezionare la salma mummificata. Nel giro di una mezz’ ora riducono il corpo in pezzi. Alla fine, ciò che resta lo prendono e lo collocano nell’ossario comune.

Sempre Il Messaggero riferisce di un’altra inchiesta del sostituto procuratore Silvia Sereni che riguarda la truffa sulle cremazioni.

Ovvero i vasi di terra consegnati ai parenti del defunto al posto dell’urna cineraria: la bara viene seppellita, all’insaputa della famiglia, nell’area comune. In questo caso, alcune agenzie funebri, incassano i soldi della cremazione, subito dopo il funerale, salvo poi non eseguirla.

In questo nuovo filone, sempre i carabinieri del nucleo radiomobile, hanno individuato 10 bare seppellite. Ma è solo l’inizio. scene