“Quando Cosimo Damiano Tassone fu arrestato dalla Guardia di Finanza di Roma era uno dei più importanti narcos italiani, capo indiscusso di un sodalizio criminale  che avrebbe trafficato centinaia di chili di cocaina destinati alle piazze romane e ne avrebbe lavato i proventi grazie a promotori finanziari, manager e diplomatici stranieri. 
Nel giro romano veniva chiamato “lo Strano” o più genericamente “il calabrese”.

Riveste particolare importanza il sequestro di beni per un valore di 1,7 milioni notificato questa mattina al narcotrafficante calabrese che aveva proprio a Roma la sua base logistica ed operativa.

Grazie alla Direzione Distrettuale Antimafia e al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma che con questo sequestro patrimoniale colpiscono uno dei clan più accreditati dai cartelli sudamericani del narcotraffico”.

Così in una nota, Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.

 

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