La Regione Lazio aveva destinato alla vaccinazione in azienda solo dosi AstraZeneca -con le linee guida del 24 maggio 2021 – e la campagna vaccinale, se non saranno sostituite quelle dosi, subirà un altro stop importante. Non ci risulta che l’assessore D’amato ne abbia fatto ancora accenno, ma durante un incontro con Unicoop Tirreno ci siamo molto preoccupati alla dichiarazione del dirigente d’azienda che a domanda diretta ha risposto che saranno i lavoratori, quasi tutti under 60, a scegliere. Per poi tornare indietro al nostro incalzare e al richiamarlo alle decisioni del Governo.

«Un vero disastro sotto tutti i punto di vista – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – si susseguono le defezioni per i richiami Astrazeneca e per le aziende sono previsti solo quei che, di fatto, la campagna vaccini nelle aziende. E la dichiarazione del dirigente Unicoop Tirreno non ci lascia affatto tranquilli sull’applicazione della circolare del Governo».

«L’assessore D’amato faccia chiarezza e ci dica se è prevista la fondazione dei sieri – prosegue il sindacalista – e soprattutto richiami le aziende alla corretta applicazione dei dettami del Governo. Non mi voglio più trovare di fronte un’azienda che torna indietro solo per il mio richiamo al rispetto delle regole, ma l’indicazione deve essere chiara per tutti a tutela della salute pubblica».

«L’approssimazione e la confusione ingenerata a tutti i livelli sta rendendo la campagna vaccinale insicurezza e sfiducia nella popolazione. I vaccini sono una cosa seria e non si possono convincere i cittadini sul ruolo fondamentale che svolgono dentro questa pandemia con una serie di errori che vengono attribuiti ai dati clinici che mutano, ma in realtà sono frutto di una comunicazione sbagliata e dell’ansia di vincere la gara delle regioni per mera propaganda di partito», conclude Iacovone

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