Sergio Cofferati, ex segretario della Cgil, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sull’obbligo di Green pass per i lavoratori. “Ai lavoratori direi di esibire il Green pass e prima ancora di farsi vaccinare –ha affermato Cofferati-. Credo che la soluzione migliore sarebbe stata quella dell’obbligo vaccinale per legge. Dopodichè il Green pass va bene, bisogna però che sia gestito con attenzione e soprattutto che la comunicazione, politica e scientifica, sia nei limiti del possibile omogenea. Uno dei problemi maggiori è che si raccontano, dello stesso argomento, versioni molto diverse tra di loro e questo disorienta le persone. Non riesco a capire il senso della sospensione dello stipendio, perché dovrei lavorare gratis? Se io non voglio fare il vaccino e di conseguenza divento un pericolo per me e per gli altri devo essere lasciato a casa, perché dovrei entrare nel luogo di lavoro senza essere pagato? A questo punto diventa quasi una punizione. Se io mi rifiuto di vaccinarmi non devo stare in comunità, punto. Se la legge è sostituita da soluzioni, anche intelligenti e positive, è del tutto ovvio che si creino delle incertezze, differenze a volte incomprensibili e questo apre dei dubbi sul futuro. Non credo che i diritti delle persone debbano essere messi in discussione e non credo vengano messi in discussione con il Green pass, però dobbiamo fare attenzione al clima che si crea quando le comunicazioni non sono chiare e omogenee. La legge sull’obbligo vaccinale darebbe garanzia a chi entra in un’azienda, in una scuola, in qualsiasi luogo pubblico. Ho l’impressione che alla fine ci si arriverà, perché continuare a girare intorno alle contraddizioni che il Green pass apre nei rapporti sociali è un danno”.

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