“Colf e braccianti: sanatoria in palio per 480mila irregolari extra-Ue”. Titola stamattina Il Sole 24 Ore in prima pagina. Dal 1° giugno. Domande aperte a 1,1 milioni di occupati «fuori legge», compresi italiani ed europei. Il Dl Rilancio stima 220mila richieste. Bonus colf da oggi. Le istanze a Inps, Caf e patronati per l’aiuto da mille euro destinato a non conviventi con almeno 10 ore settimanali.

A pagina 2: “Colf e braccianti, conto alla rovescia per la sanatoria”. Sono 480mila gli irregolari extraUe interessati. Stimate dal Governo 220mila adesioni.

I paletti della sanatoria:

1) Ammessi solo gli agricoli e i domestici. I soli settori di attività per i quali sarà possibile accedere alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro, sia con cittadini italiani, sia con cittadini stranieri, sono l’agricoltura (con allevamento, zootecnia, pesca, acquacoltura e attività connesse) , l’assistenza alla persona e il lavoro domestico.

2) Da versare 500 euro più un forfait. Il datore di lavoro che intende regolarizzare un lavoratore deve versare 500 euro come contributo forfettario, ai quali si aggiunge una somma (che deve ancora essere definita) come contributo forfettario per le somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale.

3) Le incognite sulla durata dell’iter. La domanda di sanatoria va presentata dal 1° giugno al 15 luglio all’Inps (per i lavoratori italiani o Ue), allo sportello unico per l’immigrazione (per gli stranieri regolarizzati dal datore) 0 alle Questure (per gli stranieri con il permesso scaduto). Molti uffici, però, non hanno ancora ripreso la piena operatività dopo il lockdown.

 

A pagina 3: “Mille euro alle colf, via alle domande ma rimane in nero il 58% dei rapporti”.

Da oggi – riporta il quotidiano economico – i titolari dei circa 860mila rapporti di lavoro domestico censiti dall’Istat potranno presentare le domanda presso Caf, patronati o direttamente sul sito dell’Inps (tramite Spid o Pin dispositivo). A beneficiare del bonus, però, potranno essere solo gli occupati con un monte ore in regola, superiore a dieci ore settimanali (anche sommando più contratti in corso) e non conviventi con la famiglia. I fondi a disposizione ammontano a 460 milioni (e saranno assegnati fino a esaurimento)

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