“Come già noto, l’ultimo DPCM produrrà gravi danni alle imprese ed é dunque necessario adottare quanto prima dei provvedimenti concreti ed immediati”.

Così in una nota il Direttivo di Confcommercio Civitavecchia.

“L’insostenibilità economica delle nuove restrizioni agli esercizi commerciali mette nuovamente a dura prova la sopravvivenza della categoria.  

Ci si aspettava da parte dell’Amministrazione locale un segnale forte di vicinanza agli imprenditori ed ai cittadini, con una diminuzione dei costi sostenuti in un periodo di crisi come questo, invece, apprendiamo con sommo stupore che, mentre i commercianti stanno affrontando la più grave crisi della storia, essendo costretti a investire tutte le proprie personali risorse ed in molti casi ad utilizzare ammortizzatori sociali che sono del tutto insufficienti, l’Amministrazione comunale sta pensando di ricapitalizzare con oltre 5 milioni di euro la società in House Csp, che da oltre 20 anni continua a bruciare denaro pubblico.

Solo l’amministrazione Cozzolino negli anni 2016/2017 ha immesso in quelle casse oltre 10 milioni di euro e le precedenti amministrazioni oltre 30 milioni.

Siamo dalla parte di lavoratori di Csp, quelli che tutte le mattine si alzano e vanno a raccogliere mastelli, guidare mezzi, pulire le strade, falciare l’erba, ecc. ma non possiamo accettare che ulteriori finanziamenti del Comune possano essere bruciati per coprire sacche di privilegi, e che tutto questo comporti addirittura aumenti delle tariffe anziché diminuzioni delle stesse.

Sappiamo che, nonostante la crisi in cui imperversa la Csp, non sono stati attivati ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione, mentre le nostre aziende sono allo stremo delle forze e stanno chiudendo una dopo l’altra.

Riteniamo che il pubblico abbia fallito nella gestione dei servizi e che solo attraverso l’esternalizzazione degli stessi si possano raggiungere i virtuosismi necessari alla tutela e salvaguardia dei posti di lavoro, all’aumento della qualità dei servizi e alla diminuzione dei costi degli stessi.

L’assenza di ricavi, le chiusure anticipate, i costi di adeguamento, le spese vive delle aziende, rischiano di dare il colpo di grazia all’economia locale con delle chiusure di massa
Confcommercio Civitavecchia richiede a gran voce, alla luce delle profonde difficoltà delle piccole e medie imprese causate dal Coronavirus, la sospensione delle imposte locali quali TARI, TARSU e TOSAP fino a gennaio 2021 e con il recupero delle somme dovute attraverso il riconoscimento di piani rateali dilazionati nei mesi successivi.

Sicuramente questo provvedimento non basterà, ma sarebbe un passo importante per una lotta comune contro provvedimenti che hanno portato in piazza commercianti di ogni categoria.

Serve una maggiore programmazione e coordinamento nonché aiuti concreti che si uniscano alle numerose richieste avanzate a livello nazionale dall’Associazione.
Confcommercio è pronta al dialogo con il Pincio, con un incontro immediato, per trovare insieme delle soluzioni di salvaguardia della nostra rete commerciale”, conclude la Confcommercio di Civitavecchia.

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