Il neo presidente di Confcooperative Lazio, Marco Marcocci, in un’intervista pubblicata sul sito www.roma.confcooperative.it, ha anticipato le azioni che intende mettere in atto in questo anno di mandato:
Dopo Roma, un nuovo incarico, questa volta nel Lazio. Quali sono le priorità?

Il  mandato sarà breve (1 anno) perché si tratta di un post commissariamento ma ciò non ci scoraggerà nel portare avanti le linee già avviate in questi mesi dai territori:  Innovazione; Marketing associativo, con particolare riguardo alla creazione e al sostegno delle strartup cooperative; Formazione dei dirigenti; Valorizzazione della filiera agroalimentare; Adeguamento delle tariffe in seguito al rinnovo del ccnl delle cooperative sociali; Ruolo del Terzo settore nella gestione dei beni confiscati; Contrasto alla cooperazione spuria; Costituzione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane (ACI)  nel Lazio

Ancora una volta è emerso il problema delle false cooperative. Quali strategie ha in mante per arginare e contrastare questa calamità? 

Un lavoro di monitoraggio costante e continuo su ogni fronte e un dialogo costruttivo con soci, dirigenti e lavoratori per verificare l’adesione di ogni cooperativa associata ai nostri principi e alle norme vigenti. Su questo fronte non faremo sconti a nessuno.

Il presidente Mattarella nel centenario ha scaldato i cuori e i motori dei cooperatori. Quale è stato il messaggio più emozionante per lei? Cosa le è restato di questa giornata?

Mi è restato un elemento sugli altri…che da protocollo non doveva intervenire e invece ha scelto di alzarsi e parlare, a braccio, senza traccia, con una fortissima partecipazione emotiva. Ha affermato con forza l’importanza dei corpi intermedi e della cooperazione, come sancito dall’art.45 della Costituzione. Una profonda emozione che ci ricorderemo per molto tempo.

Le cooperative nel Lazio macinano numeri importanti. Quali sono le sfide per consolidarli e migliorarli? 

La sfida è innovarsi senza smarrire la nostra natura. Mettere al centro le persone guardando la società e il suo evolversi, lavorando sempre per favorire uno sviluppo sostenibile, a stretto contatto con i territori.

Ancora una volta è emerso il tema dei giovani cooperatori. Quali sono secondo te le parole chiave su cui far leva per avvicinare sempre più giovani al mondo cooperativo?

Da diversi anni, con il progetto CoopUp, entriamo in contatto con il mondo universitario; scontiamo spesso un grande gap di conoscenza del modello cooperativo. Stiamo cercando di colmarlo proponendo loro un linguaggio moderno e semplice che possa accompagnare ogni loro idea imprenditoriale in una logica che dia pari valore al risultato e al percorso intrapreso per ottenerlo. La sfida di realizzare il proprio sogno di impresa in gruppo invece che da soli, impone strade più faticose ma molto più stimolanti da percorrere.

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