Si è svolta questa mattina, in modalità virtuale compatibilmente con le norme anti-Covid, l’assemblea di Confcooperative Lazio, che ha rinnovato il mandato presidenziale a Marco Marcocci per i prossimi quattro anni. Nonostante le distanze, la piattaforma digitale ha chiamato a raccolta oltre 150 persone, tra delegati e ospiti istituzionali, tra cui il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori, Monsignor Gianpiero Palmieri e i consiglieri regionali del Lazio Marta Bonafoni, Francesca De Vito e Fabrizio Ghera.

La riflessione si è inevitabilmente concentrata sull’emergenza Covid-19, che ha visto il movimento cooperativo contribuire in prima linea per garantire assistenza e sostegno alle fasce più deboli della società e che ha garantito l’erogazione da parte dei Comuni dei servizi sociali essenziali. Tuttavia il periodo ha fatto emergere anche alcune criticità da risolvere per dare maggiore impulso alla cooperazione, a cominciare dalla semplificazione burocratica fino alla creazione della Consulta regionale della cooperazione sociale.

Marcocci ha chiarito la sua visione di Confcooperative Lazio: “Dobbiamo sapere pensare al futuro. E il futuro ci vedrà protagonisti solo se sapremo pensare in modo innovativo e organico all’inclusione sociale, alla sostenibilità, ai giovani e alla capacità di saper dialogare e coinvolgere le nuove generazioni. Sono temi su cui stiamo lavorando già da tempo con vari progetti, ma dobbiamo fare di più. E per farlo abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i player. Ci siamo lasciati alle spalle un periodo molto complesso, in cui le cooperative hanno dimostrato quanto possono essere strategiche per la tenuta sociale, anche in momenti di difficoltà. Essere confermato alla guida di Confcooperative Lazio, anche per questo, mi riempie di orgoglio. E indica anche che da due anni stiamo evidentemente lavorando bene. Ma dobbiamo continuare a radicarci sul territorio, con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento affidabile, serio e costruttivo per le istituzioni, per le persone e per gli altri soggetti del terzo settore”.

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