Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato in conferenza stampa le nuove misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

“Abbiamo appena approvato un nuovo Dpcm, frutto di un intenso dialogo con i ministri, le Regioni e il Cts. Dovrà consentirci di affrontare la nuova ondata di contagi che sta interessando severamente l’Italia e l’Europa, non possiamo perdere tempo, dobbiamo mettere in campo misure per scongiurare un lockdown generalizzato, che potrebbe compromettere severamente l’economia – ha spiegato Conte -. Ho appena informato anche i presidenti dei due rami del Parlamento e i leader dell’opposizione delle nuove misure, concordate con gli enti locali e il Cts, per affrontare la nuova ondata di contagi. Andrò in Parlamento, martedì o mercoledì. Il confronto con il Parlamento ci sarà’. I numeri sono seri.

SCUOLA E UNIVERSITA’ – “Le attività scolastiche proseguono in presenza, è un asset fondamentale. Per le superiori verranno favorite modalità flessibili con ingresso degli alunni dalle 9 se possibile turni pomeridiani. E’ previsto che le Università stesse attuino dei piani di organizzazione della didattica in funzione delle esigenze formative e guardando il quadro pandemico”. ha continuato Conte.

SMART WORKING – “Incrementeremo con un provvedimento del ministro Dadone lo smart working. Per il ricorso allo smart working – ha aggiunto Conte – siamo al lavoro anche con la ministra Catalfo. Tra le misure preannunciate ce ne è una che potrà avere impatto nelle pubbliche amministrazioni. È previsto che tutte le riunioni si svolgano a distanza salvo per motivate ragioni. Il Parlamento ha i propri regolamenti. La Camera – ha detto Conte – si è data le proprie regole il Senato dovrà adottare immagino come ha fatto la Camera. A tutti i livelli dobbiamo premurarci verso il fatto che più persone vadano in quarantena. Dobbiamo predisporci con misure per rendere più flessibili le modalità per riunioni”.

SPORT – “Daremo una settimana alle palestre e alle piscine per adeguare i protocolli di sicurezza e verificarne il rispetto. Se questo avverrà non ci sarà ragione di chiudere le palestre, altrimenti la settimana prossima saremo costretti a chiudere attività sportiva che si svolge in palestre e piscine. Rimane vietato lo sport di contatto a livello amatoriale e non sono consentite competizioni per attività dilettantistica di base”.

RISTORANTI – Chiusura alle 24 per i ristoranti: “Tutte le attività di ristorazione e bar saranno consentite dalle ore 5 del mattino a mezzanotte se il consumo avviene ai tavoli. Se il consumo non avviene ai tavoli la somministrazione è consentita solo fino alle 18. Le consegne a domicilio non hanno vincoli di orario, l’asporto è consentito fino a mezzanotte. Nei ristoranti si potrà stare fino a un massimo di 6 persone per tavolo e al di fuori dei locali ogni ristoratore dovrà affiggere il numero massimo di persone che può contenere il locale secondo le nuove norme. Nelle sale gioco, scommesse e bingo, l’apertura sarà limitata fino alle ore 21”.

FIERE, SAGRE E CONVEGNI – “Fiere e sagre locali sono vietate, mentre quelle internazionali. Sono sospese tutte le attività convegnistiche, salvo che si svolgano con modalità a distanza.

POSSIBILE CHIUSURA VIE E PIAZZE – “”I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie e piazze dove ci saranno assembramenti consentendo l’accesso solo a chi deve raggiungere esercizi commerciali o abitazioni private”.

CONTRIBUTI ALLE IMPRESE – “Siamo consapevoli che imporremo sacrifici economici ad alcune attività imprenditoriali. C’è l’impegno del governo a ristorarli. Ci sono quattro miliardi, dice il premier Conte, alcune somme devono essere disponibili entro fine anno. Non possiamo permetterci di affrontare una elargizione a pioggia. Ora la strategia è cambiata. Ci sono dei segnali di ripresa economica che ci fanno piacere, parlo del terzo trimestre. Dobbiamo continuare a correre, ma ristorare con criteri selettivi per chi ha davvero bisogno. Dobbiamo usare le risorse con avvedutezza”.

STRATEGIA “La strategia attuale non può essere la stessa attuata in primavera. All’inizio della pandemia ci siamo scoperti privi di attrezzature per la terapia intensiva e subintensiva, privi di mascherine, non eravamo in grado di fare test. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente. Siamo già pronti a distribuire alle regioni 1.600 attrezzature per le terapie intensive e subintensive, siamo partiti da zero per le mascherine ma adesso ogni giorno ne produciamo 20 milioni e siamo tra i pochi paesi a distribuire ogni giorno gratuitamente a ogni studente una mascherina. Siamo consapevoli che ci sono ancora diverse criticità: facciamo 600mila tamponi al giorno ma certo non possiamo tollerare le file di ore. Le misure più efficaci restano le precauzioni di base: mascherina, distanziamento e igiene delle mani. Facciamo attenzione nelle situazioni in cui abbassiamo la guardia, con parenti ed amici. In queste situazioni occorre massima precauzione. Dobbiamo impegnarci, la situazione è critica, il governo c’è, ma ciascuno deve fare la propria parte e tutti insieme supereremo questo momento difficile”.

MES – Per la sanità abbiamo stanziato 4 miliardi nella legge di bilancio e poi ci sono i soldi del Recovery Fund, ci saranno altri 9-10 miliardi. Il Mes non è la panacea come viene rappresentato. I soldi del Mes sono prestiti, non possono finanziare spese aggiuntive, si possono coprire spese già fatte in cambio di un risparmio d’interessi. Vista la nostra situazione economica che è positiva, anche il vantaggio in termini di interesse diventa molto contenuto. Se avremo fabbisogni di cassa, sicuramente dobbiamo considerare anche il Mes, ma se non accade prendere il Mes non ha senso. C’è un rischio, lo ‘stigma’, non quantificabile: Sure l’hanno preso una decina di Paesi, il Mes nessuno”.

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