“Le segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl lanciano la mobilitazione per il rinnovo il contratto nazionale degli autoferrotranvieri, scaduto ormai da tre anni. Un fatto di cui non possiamo che avere timore, purtroppo. E sottolineiamo purtroppo: viste le esperienze negative degli ultimi contratti nazionali di categoria, siamo particolarmente preoccupati per il contenuto di un rinnovo che, come di consueto, non è noto ai lavoratori”.

Così in una nota l’USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale

“Gli effetti negativi degli ultimi contratti, proposti e sottoscritti dagli stessi signori che ora lanciano la mobilitazione, sono sotto gli occhi di tutti gli addetti al settore – spiega il sindacato -: cancellazione degli aumenti strutturali riconosciuti ai fini pensionistici e previdenziali, continua rincorsa della produttività, pesante peggioramento dei carichi di lavoro, svendita di ogni forma di tutela.

È necessario e auspicabile che i lavoratori non cadano nel tranello di essere spinti alla mobilitazione e allo sciopero senza neanche conoscere, punto per punto, cosa queste organizzazioni sindacali hanno intenzione di sottoscrivere.

Diciamo basta alla concertazione sui contratti, costruiti su linee guida consigliate dalla controparte datoriale, che si ripercuotono inesorabilmente sulla contrattazione di secondo livello territoriale, facendo perdere fiducia sia ai lavoratori che a chi rappresenta il sindacato nei luoghi di lavoro, con conseguente pericolosa rassegnazione.

L’Unione Sindacale di Base, con la propria proposta di rinnovo contrattuale inviata lo scorso anno alle controparti (scaricabile qui INSERIRE LINK https://trasporti.usb.it/fileadmin/archivio/trasporti/Tasportiamo_Diritti_-_Piattaforma_CCNL_TPL_USB_web.pdf) e divulgata ai lavoratori in numerose assemblee, vuole rimettere al centro la qualità della mobilità cittadina e la qualità del lavoro; rendere possibile un servizio pubblico sicuro e dignitoso che risponda in modo efficiente alle reali esigenze dei territori in un contesto di lavoro sano e rispettoso degli operatori del settore.

Una proposta contrattuale sicuramente in controtendenza attraverso la quale, punto per punto, ha esposto e approfondito il percorso per raggiungere gradualmente obiettivi irrinunciabili:

  • superare la divisione esistente tra aziende pubbliche e private, applicando le norme di maggior favore per i lavoratori e uniformando i trattamenti contrattuali;
  • reinternalizzare le attività esternalizzate con relativo assorbimento dei lavoratori attualmente impegnati;
  • diritto dei lavoratori ad eleggere in modo diretto i propri rappresentanti della sicurezza svincolandoli dall’essere obbligatoriamente RSU;
  • riconoscimento del posto guida e/o di condotta quale posto di lavoro ai sensi e per gli effetti di tutela previsti dal D. Lgs. 81/2008;
  • completa rivisitazione della scala parametrale riposizionando le retribuzioni verso l’alto;
  • totale revisione dell’A.N. 19.09.2005 sulla malattia;
  • riconoscimento delle malattie professionali;
  • maggior tutela per il personale inidoneo;
  • maggiori tutele per i portatori di handicap e totale rivisitazione delle modalità di richiesta permessi ex 104, riconsegnando tale diritto nelle mani del lavoratore, indipendentemente dalle esigenze di servizio;
  • riconoscimento delle 35 ore di corso per il rinnovo del CQC come orario di lavoro e, come tale, retribuito;
  • applicazione delle salvaguardie previste dallo Statuto dei lavoratori e armonizzazione con il R.D. 08.01.1931 nel merito dell’applicazione del codice disciplinare;
  • completa rivisitazione nel merito del risarcimento danni; costituzione di una copertura assicurativa e legale a carico delle aziende;
  • volontarietà totale dell’adesione a qualsiasi forma di welfare aziendale, compresa l’adesione al Fondo Priamo;
  • rivisitazione delle norme per le elezioni delle Rsu dando pari dignità a tutte le OO.SS. che intendono partecipare;
  • riconoscimento della professionalità per il personale di guida o di condotta in possesso di CQC fin dal momento dell’assunzione impedendo l’utilizzo di contratti in apprendistato e apprendistato professionalizzante;
  • contratti part time esclusivamente in forma volontaria;
  • riduzione graduale dell’orario di lavoro fino ad arrivare alla media di 35 ore settimanali aumentando in proporzione la quantità di riposi annui;
  • rivisitazione di tutte le voci che compongono la retribuzione al fine di migliorarne i meccanismi di recupero salariale.

È necessario tornare ad essere protagonisti dei contenuti rivendicati nelle piattaforme contrattuali in quanto determinano la qualità della nostra vita.

Nessun mandato in bianco a chi, invece di confrontarsi con i lavoratori, preferisce concertare con le associazioni datoriali”, conclude l’USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale

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