“Mancano 38 giorni alle elezioni politiche del 25 settembre. Subito dopo inizierà la campagna elettorale per le regionali del Lazio. Contemporaneamente in autunno la congiuntura economica e geopolitica rischia di produrre una tempesta perfetta anche nella nostra regione. Come Cisl del Lazio ci riferiamo al combinato disposto tra la questione del prezzo del gas e più in generale dell’energia e le conseguenze derivanti dalla siccità, da una pandemia non ancora domata e da tutta una serie di situazioni che non potranno essere definite proprio per il duplice appuntamento con le urne”.

Lo afferma in una nota  Enrico Coppotelli, Segretario Generale CISL Lazio.

“Nelle scorse settimane il nostro segretario generale Luigi Sbarra aveva definito importante l’iniziativa assunta dal premier Mario Draghi di una gestione partecipata dell’emergenza sociale anche nel disbrigo degli affari correnti.
Riteniamo che la stessa impostazione dovrebbe valere anche sul piano regionale.
Ad iniziare dalla dinamica inflazionistica, la più iniqua delle tasse perché riducendo il potere di acquisto, colpisce di più i ceti bassi che spendono in consumi la maggior parte del loro reddito, sia salari che pensioni. Salvaguardare il potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati è l’imperativo categorico, ma questo risultato si può ottenere soltanto rafforzando le misure di supporto alle fasce deboli e far ripartire gli investimenti.

Sarà quindi fondamentale che anche il Governo regionale, ponga l’attenzione su questo particolare aspetto, come in parte si sta già cercando di fare, ma è altresì urgente un confronto rapido e costruttivo sul futuro della nostra Regione.
Vediamo troppe nuvole sui progetti del Pnrr, occorre una gestione più partecipata sul futuro del nostro territorio.
Qualche settimana fa abbiamo voluto accendere i riflettori sul rapporto 2022 dello Svimez, obiettivamente preoccupante per un territorio di frontiera come il Lazio. Vale la pena ricordare che lo studio dello Svimez nella sostanza dice che l’incertezza indebolisce la ripresa e finisce con l’allargare il divario tra nord e sud del Paese. Un quadro che non può non essere allarmante: nel Mezzogiorno la crescita del Pil è inferiore di quasi un punto rispetto al Centro-Nord, i consumi sono in caduta libera, l’inflazione è più alta, l’occupazione precaria. E in una fase storica nella quale la stabilità di governo serviva per programmare e realizzare investimenti pubblici e privati ma anche per abbassare le tasse, ci ritroviamo con una lunghissima stagione elettorale davanti.

Nel Lazio l’occupazione ha fatto registrare segnali positivi soltanto sul versante del tempo determinato e di quella precaria. Compromettendo sul nascere ogni prospettiva di stabilità e quindi di aumento dei consumi e di tutto il resto. L’aumento del costo dell’energia avrà conseguenze enormi, per esempio, nei trasporti. Con tutto quello che ne deriverà.
Non possono non preoccupare le nuvole di incertezze che si addensano sull’utilizzo dei fondi del Pnrr. Nel Lazio rischiamo che la debolezza degli interventi verticali e di filiera pregiudichi anche l’opportunità di beneficiare della domanda aggiuntiva di beni e servizi avanzati incentivata dal Piano, alimentando importazioni piuttosto che un ampliamento dell’offerta interna che potrebbe trovare anche nei territori del Lazio una possibile localizzazione strategica.
Le scelte di politica industriale del Lazio dovranno essere calate in una prospettiva di sostenibilità e qualità del lavoro. Ecco perché dobbiamo essere consapevoli che avremo davanti un autunno “bollente”. Saremo chiamati tutti, nella diversità e nel rispetto dei ruoli, al senso di responsabilità. Nel Lazio non dobbiamo mai dimenticare che nei prossimi mesi le scelte saranno decisive per il futuro e la Cisl in questo territorio farà la sua parte con queste coordinate”, conclud Coppotelli.

 

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