“La ricorrenza del Primo Maggio quest’anno cade nel periodo più difficile dal Dopoguerra ad oggi per la nostra economia. Non si vivrà, quindi, con gli stessi sentimenti degli altri anni, ma con fortissime preoccupazioni, legate alla ripresa della produzione e al mantenimento dei livelli occupazionali, in uno scenario in cui il bene primario da tutelare è la salute dei nostri collaboratori. In questo siamo fortemente impegnati ad applicare con molta accuratezza tutte le prescrizioni previste dal Protocollo sulla sicurezza”. Lo scrive Alessandro Di Venanzio, Presidente Unindustria Rieti, in un intervento sul Messaggero del 1 maggio.

 

Dice Di Venanzio: “Il mio pensiero va a chi il lavoro non ce l’ha, a chi rischia di perderlo e vede nubi pesantissime sul proprio futuro, a chi è in cassa integrazione, alle forze dell’ordine, al personale sanitario che è in prima linea a combattere il Coronavirus. E va ovviamente anche ai colleghi imprenditori, che sono l’asse portante dell’Italia e cercano con il loro impegno di garantire sviluppo e occupazione.

 

Dopo la fase dell’emergenza ora si sta parlando di fase 2, ma a mio avviso è necessario partire immediatamente con la fase 3: c’è il rischio di una caduta del Pil del 10% nei primi due trimestri del 2020. Bisogna intervenire sul Decreto liquidità, che così come è scritto non è facilmente comprensibile e già in tempi normali sarebbe stato di difficile attuazione: ora siamo in tempi eccezionali, ma il Governo sembra agire come se non fosse così, con la burocrazia che la fa da padrone. Vi è la necessità di sovvenzioni alle imprese e non semplicemente di prestiti perché c’è urgente bisogno di liquidità, soprattutto per quelle piccolissime, piccole e medie.

 

La fase 3 deve essere caratterizzata dallo sblocco dei lavori per le infrastrutture e il modello da seguire è quello lanciato da Unindustria nell’ottobre 2018 durante la nostra Assemblea dal Presidente Filippo Tortoriello: prevedere un Commissario straordinario per ogni opera. La validità di questa proposta è stata verificata con il ponte Morandi, dando poteri straordinari in primis al sindaco di Genova e dopo al Presidente della Regione. Bisogna applicare il “metodo Unindustria” anche per quanto riguarda la ricostruzione post terremoto, prevedendo un Commissario per ogni regione e non uno per tutte e quattro come è adesso. Auspichiamo che il Presidente Conte e il Presidente Zingaretti facciano propria la nostra proposta, in modo da dare un’accelerata molto forte alla ricostruzione.

 

Qualche anno fa, in occasione proprio del Primo Maggio, il vescovo Domenico Pompili mise insieme tutte le forze produttive e sociali per dar vita ad una riflessione comune sull’importanza del lavoro. Un messaggio che oggi diventa una stella polare: solo stando insieme e collaborando riusciremo ad uscire da questa drammatica situazione”.

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