Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

Sulla situazione del sistema sanitario nazionale in questo periodo di emergenza Coronavirus. “Il problema nasce da lontano –ha affermato Filippi-. In questi anni di tagli alla sanità pubblica è evidente che oggi la situazione ci mette particolarmente in crisi. I dati sono allarmanti per quanto riguarda la terapia intensiva e la pneumologia, ma ovviamente vanno a interessare a cascata anche gli altri reparti in termini di carenza di personale. Ottimi gli interventi del governo di aprire le caserme, ma servono misure più drastiche sull’integrazione del personale. Non so cosa si stia aspettando ad avviare un reclutamento, attraverso avvisi pubblici, non concorsi. Misure come quelle di rimettere a lavorare i pensionati sono ridicole. Stiamo parlando di particolare suscettibilità delle persone in età avanzata e mettiamo a lavorare i pensionati. Il nostro segretario generale insieme a Cgil, Cisl e Uil stanno sollecitando il governo proponendo delle soluzioni, l’ascolto c’è, ma ci sono degli errori come quello sui pensionati che spero vengano corretti presto”.

 

Sulla gestione dell’emergenza da parte del governo. “Forse è stato un errore intervenire solo nelle zone rosse. Bisognava intervenire preventivamente in quelle che non erano zone rosse. Nel Lazio arriva ora un intervento di separazione dei flussi d’ingresso in ospedale dei pazienti a rischio. Bisogna agire per evitare la diffusione del virus tra gli operatori sanitari”.

 

Previsioni sul contagio. “Mi attengo alle previsioni che recepisco dagli epidemiologi e virologi. Dobbiamo un po’ navigare a vista sull’andamento della diffusione, avremo dei punti di chiarimento tra 10 giorni per capire come stanno andando le misure di contenimento. Condivido gli interventi messi in campo dal governo, compreso quello di chiudere le scuole”.

 

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