“A pochi giorni dalla morte di tre lavoratori del 118 a causa del Coronavirus, a fine 2020 è stato rilevato un focolaio di Covid-19 presso la Centrale operativa del 118 di Roma.

In poco tempo i contagi sono saliti a circa 40 persone, sollevando forti dubbi sull’adeguatezza delle misure di prevenzione. A tutela dei lavoratori e delle lavoratrici della sala operativa e degli uffici adiacenti, per cui non sono state modificate le modalità di lavoro nemmeno in questi giorni, siamo risoluti ad avere chiarimenti su come sono stati fatti il contact tracing e la sanificazione dei locali e del perché non sono state adottate le misure di tipo organizzativo raccomandate da specifici decreti.

Già a marzo 2020 c’erano stati diversi casi di infezione da Coronavirus all’interno degli stessi locali e in quell’occasione, per molti meno casi si era almeno provveduto a trasferire l’attività della centrale in altro luogo per permettere la sanificazione.

Lavoratrici e lavoratori meritano rispetto e tutela, per questo abbiamo inoltrato una segnalazione agli organi competenti affinché verifichino se sono rispettate le misure previste contro la diffusione del virus”. Così in una nota USB Federazione di Roma.

 

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