Foad Aodi, presidente dell’Associazione Medici di origine Straniera in Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

90mila professionisti di origine straniera operano in Italia ma faticano ad accedere al settore pubblico. “Purtroppo c’è una carenza di medici specialisti in alcune branche, noi abbiamo lanciato il nostro appello 10 anni fa, ma purtroppo è caduto nel vuoto e non è stato preso in considerazione di mettere in programma soluzioni sia per i medici italiani sia per i medici di origine straniera –ha affermato Aodi-. Per i medici di origine straniera c’è l’ostacolo della cittadinanza per poter partecipare i concorsi, recentemente diversi concorsi sono andati quasi deserti. Nonostante le nostre richieste continuiamo ad assistere alla mancanza di coraggio di prendere in considerazione soluzioni. E’ una questione di civiltà, di rispettare i diritti così come i nostri medici rispettano i doveri. Chi è iscritto all’ordine professionale, chi ha un permesso di soggiorno può lavorare vista la pandemia, ma alcune Regioni hanno applicato questo articolo 13 del Decreto Cura Italia solo per i medici che arrivano dall’estero. Chi lavora da tanti anni in Italia, conosce la lingua, la sanità italiana, l’aspetto culturale, religioso, legale, dovrebbe poter sostenere i concorsi anche senza cittadinanza. Ci sono i direttori generali degli ospedali disperati perché mancano i professionisti. L’assessore alla sanità del Lazio D’Amato mi ha chiamato, abbiamo avuto un confronto telefonico molto costruttivo, ora ci dobbiamo incontrare. Noi abbiamo presentato un progetto che si chiama “cura carenza medici”.

Sulla situazione covid in Africa. “I numeri parlano chiaramente. In Europa negli ultimi 7 giorni 2 milioni con 28mila morti. In Africa 10mila contagiati, 500 morti, i vaccinati sono il 7%. Solo 5 Paesi africani entro il 2021 supereranno il 40% di vaccinati. Nonostante i vaccini siano pochi, i contagi sono bassi perché in Africa l’età media è 20 anni, mentre in Europa 48 anni, inoltre ci sono tassi di urbanizzazione più bassi e meno tendenza a stare al chiuso. Il covid in Africa non è molto diffuso come in Europa, ma non ci sono strumenti sufficienti per monitorare la situazione”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here