Natale Di Cola, segretario Fp Cgil di Roma e del Lazio, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

 

Sullo smart working per la PA. “Purtroppo rischiamo ancora una volta di farci trovare impreparati in una nuova ondata della pandemia –ha affermato Di Cola-. Da tempo chiedevamo una stretta maggiore sui vaccini e adesso in una situazione così complicata bisogna organizzarsi anche aumentando lo smart working dove possibile. In questi mesi si è perso tempo prezioso per organizzarsi e dunque ancora non si è pronti per fare in modo che lo smart working possa essere realizzato nel modo migliore possibile. Le cose sono andate bene dove c’è un’amministrazione che ha fatto un processo di innovazione tecnologica e sono andate male dove questi sistemi sono obsoleti. Nel futuro il tema dello smart working andrà affrontato come un’opportunità che, se ben organizzata, oltre ad essere efficace per l’azienda può dare una mano anche al Paese”.

Sul trasporto pubblico. “In un Paese dove 1 milione di persone sta a casa col covid parliamo di una situazione che inevitabilmente investe tutti i servizi. E’ ovvio che in aziende con grandi numeri i problemi ci sono. Però vorrei ricordare che nel Lazio abbiamo uno dei tassi di vaccinazione più alti e questo ci permetterà di avere una situazione migliore nelle prossime settimane”.

 

Sul personale sanitario. “Purtroppo non si è mai fermata l’ondata di contagi per medici e infermieri, nonostante ci sia una sorveglianza con test ogni 10 giorni. Ma con numeri così alti è normale che ci siano nuovi casi. Bisogna aumentare il tracciamento e le misure di protezione. In reparti dove già il personale sta in difficoltà, basta che 1-2 elementi vanno in quarantena la situazione diventa critica. In questi mesi si potevano fare più assunzioni”.

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