“L’ossessione dell’Assessore per il cambio di colore della sua regione cozza con i numeri e la progressione della pandemia”. Lo riporta in una nota il Cobas Nazionale. “E i numeri non si piegano alla politica, sono lì – per chi li vuol leggere – a dettare le priorità. Basta un semplice raffronto con la tanto vituperata Lombardia per capire: la popolazione nel Lazio è di 5720796 vs 9966992 della Lombardia, i contagi sono rispettivamente 23082 contro 36954; i ricoveri in terapia intensiva 91 contro 121 e quelli ordinari 712 contro 924. E’ di tutta evidenza che il Lazio, con circa la metà della popolazione, è messo di gran lunga peggio della Regione guidata da Fontana. Tant’è che la quarta ondata Covid sommata all’influenza stagionale determina la fila di ambulanze bloccate nei pronto soccorso, i quali subiscono un vero e proprio assedio”, spiega il sindacato.

“L’assessore D’amato lasci stare i colori e dia risposte serie a emergenza e territorio – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionaleallontanare lo spettro della zona gialla “aumentando” i posti letto di terapia intensiva significa riconvertire posti letto ordinari, attrezzature e personale. A scapito di tutti gli altri pazienti non Covid che si vedono ritardare interventi e diagnostica. Un provvedimento di facciata che porta la sanità laziale al collasso”.

“Riteniamo estremamente grave piegare i numeri dei parametri ospedalieri per adattarli alle esigenze di Confcommercio o Confindustria e ai desiderata dell’economia natalizia – prosegue il dirigente sindacale – la priorità, soprattutto durante una pandemia, è la salute dei cittadini, siano malati di covid, di tumore, di cuore o di qualunque altra malattia. I numeri delle terapie intensive non sono poste di bilancio ma devono garantire i Livelli essenziali di assistenza (LEA): le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, Covid e non Covid”.

“La buona stampa che accompagna la Regione Lazio da inizio pandemia maschera in realtà dati estremamente negativi. Uno su tutti l’eccesso dei ricoveri nel Lazio che se confrontati sempre con la Lombardia è di +19,4%). Per non dire che, con meno del 10% della popolazione italiana abbiamo il 13% dei ricoveri. Insomma, la pandemia è in progressione e bisogna rispondere con il massimo del rigore e del principio di precauzione, altro che gioco dei colori”, conclude Iacovone

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