“È fondamentale la vaccinazione soprattutto nei più fragili, ed è necessario contrastare le diverse narrazioni negative tendenti a sminuire l’importanza di questa patologia” – a dirlo è Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Ortopedico Galeazzi (MI) intervenuto ai microfoni di “Fino a qui tutto bene” su Radio Cusano Campus. “Come si è visto sono 207 le vittime che rappresentano l’eredità di questa ultima ondata di Omicron ed è quindi fondamentale proteggere i fragili, perché questo virus uccide tre o quattro volte di più dell’influenza, patologia alla quale ormai viene erroneamente paragonato.”

Pregliasco si è concentra sull’efficacia dei vaccini e sugli elementi di narrazione distorti relativi ad essa: “ci saranno vaccini aggiornati e ulteriori appuntamenti proprio come quelli per l’influenza insperabilmente nel futuro meno ravvicinati rispetto ad oggi. Ma considerare il vaccino “vecchio” è un elemento di narrazione distorta da combattere: recentissimi studi dimostrano che la vaccinazione è responsabile di un importante innalzamento della risposta di cross-reattività, cioè della capacità di limitare l’effetto anche delle varianti Omicron.

Pregliasco considera “una difficile decisione politica” la questione della riduzione dell’isolamento per i positivi al Covid asintomatici perché i giorni di quarantena finora sono stati un’arma efficace: “dall’insorgenza dei sintomi con l’isolamento la probabilità di infettarsi si riduce. È un fatto statistico, è chiaro che se siamo più stringenti evitiamo la circolazione del virus. D’altra parte il rischio di avere più positivi, aumenta le difficoltà per la sanità pubblica e l’economia. È un gioco di equilibri, ora stringiamo i denti perché questa ondata è imponente. La convivenza con il virus si basa su due cose: vaccinazione dei soggetti fragili, raccomandata in modo serio e condiviso, e l’utilizzo dei farmaci antivirali per uso orale che ancora oggi stanno stendando ad essere utilizzati come terapia nei soggetti fragili. “

Il virologo conclude con un focus sull’autunno, in particolare sulla riapertura delle scuole e sulle modalità di ripresa: “in termini di previsione il virus si manifesterà con ondate che speriamo vadano a degradare negli anni e con le quali dovremo convivere. Si devono immaginare scenari diversi, non escludo che l’inverno porterà un rialzo dei casi e che si potrebbe reintrodurre l’utilizzo dei sistemi di protezione a scuola: sicuramente gli elementi di areazione e ventilazione possono contribuire a ridurre la necessità delle mascherine, che spesso è legata agli spazi, alle volte molto ridotti, delle scuole italiane. “

 

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