“Il vaccino contro il Covid 19 rappresenta la prima vera arma che abbiamo per combattere, e non solo subire come accaduto nei mesi passati, il dilagare del virus. Ma la campagna di vaccinazione per essere efficace necessita di massima organizzazione, efficienza e rapidità. La stessa che, come dimostrano i numeri, non appartiene alla Asl di Latina. Stando infatti i dati aggiornati dalla regione Lazio sul numero di dosi somministrate in base agli hub di riferimento, nella provincia di Latina siamo fermi a quota 7042. Un dato che colloca il nostro territorio allo stesso livello di province come Viterbo (6868 dosi somministrate) che hanno la metà dei nostri abitanti e ad una distanza abissale dalla provincia di Frosinone che ha già raggiunto, collocandosi al quarto posto nel Lazio, 10319 vaccinazioni effettuate”.

Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone.

“Non si tratta certo di una gara ma i numeri sono un parametro preciso di quelle che sono state le performance, in termini operativi e organizzativi, delle Asl di riferimento. In questo contesto qualsiasi polemica sul numero di vaccini assegnati per il Covid 19 alla Asl di Latina risulta estemporanea e fuori luogo. La Regione Lazio, infatti, ha modulato l’assegnazione delle nuove dosi di vaccino contro il Covid facendo leva su questi numeri. Ed è normale che la Asl di Frosinone, che si è distinta non solo a livello provinciale ma regionale per efficienza, si veda destinare un numero superiore di vaccini. Avevamo già segnalato i primi di gennaio i ritardi della Asl di Latina, ancora una volta, e in un momento tanto delicato e di piena emergenza, Cenerentola del Lazio, ma quel gap non è stato recuperato. Gli ostacoli se insorgono vanno affrontati e superati. Ogni dose di vaccino in meno somministrato nella nostra provincia corrisponde ad un possibile malato o decesso in più che si inserirebbe in un quadro già allarmante per il numero di vite spezzate già da questo virus. Oggi quello che maggiormente preoccupa è che, a causa dell’inefficienza e del pressappochismo di chi questa Asl dirige, come il direttore generale Giorgio Casati, a pagarne le spese sono e saranno i cittadini, le persone più fragili, e chi lavora in prima linea per combattere questa battaglia lunga e complessa”, conclude Simeone.

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