“Crateri sull’Ostiense, chiusa alle moto la via di Elena Aubry”. Così apre l’edizione romana de La Repubblica. La madre della scooterista morta per una buca nel tratto ora off-limits: “Vittoria amara e tardiva”. Esteso il limite di 30 all’ora nel X municipio.

Nelle pagine interne: “Emergenza Ostiense. Chiusa alle moto per le buche killer”. Il divieto interessa tre km della via proprio dove morì Elena Aubry nel 2018.

Il comandante del X gruppo Mare ha firmato la determina operativa dal 16 agosto che vieta il transito a bici e moto sulla via Ostiense. Ma nel X municipio rimangono limiti di velocità tra i 30 e i 50 chilometri orari in molte strade.

La determina: Via Ostiense pericolosa per dossi e buche. Stop alle due ruote per un tratto di tre chilometri, lo stesso del tragico incidente in cui perse la vita Elena Aubry.

Elena Aubry morì il 6 maggio del 2018 dopo aver perso il controllo della sua moto. Alla fine di una battaglia di perizie è stato stabilito che la causa furono dalle condizioni dell’asfalto.

“Per me, che ho perso una figlia proprio in quel tratto di strada, il divieto di transito alle due ruote è una vittoria amara”. È sorpresa Graziella Viviano, mamma di Elena Aubry la bikers che il 6 maggio del 2018 perse la vita su una buca sulla via Ostiense, alla notizia della nuova disposizione. “Era una promessa che la dirigenza municipale mi aveva fatto già pochi giorni dopo la morte di Elena. Hanno impiegato più di un anno e di fatto la situazione non è cambiata: ora hanno disposto il divieto perché le buche non sono mai state riparate. Certo è da considerarsi, nei fatti, un’ammissione di responsabilità”, spiega la donna.

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