“Credito Iva garantito per tutti”. Così apre stamattina Italia Oggi. Secondo la Corte costituzionale il privilegio mobiliare generale accordato ai professionisti vale anche per tutti i prestatori d’opera, intellettuale e non.

Questa l’interpretazione costituzionalmente orientata con la quale la Consulta ha «salvato» l’articolo 2751-bis, c.c., come modificato dalla legge di Bilancio 2018, dai rilievi di disparità di trattamento prospettati dal tribunale di Udine, dichiarandone l’infondatezza con la sen- tenza n. 1/2020, depositata ieri 3 gennaio – scrive nel suo articolo Franco Ricca -.

Il giudice friulano, con un’ordinanza del 2018, aveva sollevato questioni di legittimità costi- tuzionale dell’articolo 2751-bis, c.c., nel testo modificato dall’art. 1, comma 474, della legge n. 205/2017, laddove estende anche al credito per rivalsa Iva il privilegio generale ivi previsto per il le retribuzioni dei professionisti. Secondo il rimettente, la norma, limitando l’estensione ai soli «professionisti», dispone un trattamento differenziato rispetto a situazioni analoghe menzionate dallo stesso articolo, vale a dire «ogni altro prestatore d’opera», gli agenti, il coltivatore diretto, l’artigiano e le cooperative, introducendo così una disuguaglianza tra professionisti e altre categorie di lavoratori il cui privilegio non si estende al credito di rivalsa dell’Iva. (…)

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