Paolo Crepet, psichiatra, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sullo scontro vax-no vax. “Agli italiani piace molto questo, il derby è sempre stato il quotidiano dell’Italia, dai Guelfi e Ghibellini in avanti. Noi non siamo identificabili in un’unità, l’unità d’Italia è ancora da farsi per certi versi, da sempre siamo stati divisi in tutto e ciò che ci divide ci identifica. Poi va detto che non siamo alla pari. In queste piazze dove ci sono persone che urlano varie cose abbastanza anche incomprensibili, ci sono anche dei medici e questo è gravissimo, io pago l’Ordine dei medici da 40 anni e vorrei che mi tutelasse come categoria e come professionista. Io appena nato sono stato vaccinato per la polio, non mi pare che mia madre sia andata in piazza a dire che Sabin era uguale a Hitler. Le competenze ogni tanto bisognerebbe anche ascoltarle. La gente fa finta di non sapere che campiamo tutti 90 anni? Questo è grazie al progresso scientifico. Abbiamo incassato i risultati del processo scientifico, ma c’è qualcuno che si ricorda quanta gente è morta per l’amianto, quanti della filiera calzaturiera moriva di cancro al fegato? Per favore che si sciacquino la bocca queste persone. Queste persone odiano Big Pharma, è uno dei loro slogan, ma gli stanno facendo un grande favore perché stanno prolungando la pandemia. Dire di essere contro Big Pharma significa essere contro l’Aspirina.

In questo momento nel mondo ci sono molti milioni di persone vaccinate, c’è stata un’ecatombe come pronosticava qualcuno? Non mi pare. Non c’è mai stato un farmaco così tanto utilizzato in fretta a livello mondiale eppure non c’è stata nessuna ecatombe. C’è una strana idea di libertà, quando eravamo più poveri rispettavamo di più le persone che ne sapevano. Il problema dell’Italia è che siamo passati da ignoranti e miserabili a ricchi e ignoranti, siamo migliorati solo dal punto di vista economico non dal punto di vista delle conoscenze. Io da medico psichiatra, non essendo un immunologo, se ho un dubbio faccio una telefonata a un professore di immunologia e ho l’umiltà di prendere appunti, perché non lo fanno anche gli altri? Noi purtroppo ultimamente siamo i figli dell’uno uguale uno, questo è terrificante.

Io non sono competente come quello che ha fatto il vaccino Pfizer, non ne so nulla, ci vuole un po’ di umiltà. Se la gente non si vaccina la scuola non si farà in presenza, io ho visto clinicamente quanti ragazzi e ragazze hanno subito gli effetti della dad. Ho appena finito di parlare col ministro dell’Istruzione su questo e l’ho trovato assolutamente allineato a questa speranza. Se qualcuno, prolungando questa incertezza, mantenendo questo 30% di non vaccinati, comporterà un problema enorme per i ragazzi e per le famiglie. Vogliono questo? Un ragazzo l’altro giorno a Lodi ha affrontato la folla dei negazionisti, questo ragazzo è figlio di un medico che lo scorso anno è morto a causa del covid in una settimana. Si può negare tutto, però io sono sempre stato dell’idea che bisogna ringraziare chi ci ha donato e lasciato nella memoria collettiva le immagini dei lager, il signor Alfred Hitchcock che alla fine della guerra andò a filmare. Se poi uno non crede neanche in ciò che vede, forse dovremmo scambiare due parole in privato a livello professionale”.

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