“Paperoni, asset a prova di cripto”. Così titola stamattina Italia Oggi. La cessione di valute virtuali vale come redditi diversi esteri. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in una nuova risposta a interpello su moneta digitale.

Il trasferimento di valute virtuali da una tipologia di wallet ad un’altra e di proprietà del medesimo contribuente – si legge sul quotidiano -non costituisce una fattispecie fiscalmente rilevante. Invece, le plusvalenze derivanti dalla cessione di criptovalute detenute presso un exchange estero sono da considerare redditi diversi prodotti all’estero e, come tali, rientranti nell’ambito applicativo del regime attrattivo dei cd. neo-residenti in virtù del quale sui redditi di fonte estera, indipendentemente dal loro ammontare, è dovuta un’imposta sostitutiva calcolata in via forfettaria nella misura di euro cento mila. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni raggiunte dall’Agenzia delle Entrate nella risposta ad interpello n. 397 del primo agosto 2022. (…).

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