L’edizione romana de La Repubblica ha intervistato l’assessore alla Sanità della Regione Alessio D’Amato: “Va assolutamente ripresa l’attività di controllo, altrimenti si ritorna alla casella precedente e non ce lo possiamo permettere – spiega l’assessore -. Chi deve fare i controlli assessore? La polizia municipale prima di tutto. Adesso c’è più bisogno di prima, per non vanificare i sacrifici fatti finora. Niente assembramenti, niente feste come quella della comunità peruviana che ha causato un focolaio, niente concentrazioni di persone nei mercati, niente asta del pesce, come è successo a Formia, con il battitore dell’asta positivo che ha scatenato 80 contagi. Tutto questo va vietato. Ci vuole coerenza nei messaggi. Riaprire gli stadi con 25 mila spettatori mi sembra il modo più rapido per tornare a nuovi lockdown. Ci siamo già dimenticati gli effetti deleteri che ebbe la partita Atalanta-Valencia allo stadio Meazza di Milano? È una follia (…)”.

“Perché i casi aumentano? Molti sono la coda delle vacanze, soprattutto i rientri dalla Gallura – continua D’Amato -. Dal 16 agosto, da quando abbiamo iniziato a sottoporre a tampone negli aeroporti e nei drive in chi tornava dalla Sardegna, abbiamo contato 1.300 contagi, che sono entrati nelle famiglie. Poi c’è la ripresa delle attività, del trasporto pubblico, delle scuole. Come è la situazione nelle scuole? I contagi sono avvenuti fuori della scuola, per sport, feste, famiglia. Sono stati evidenziati perché sintomatici, con febbre superiore a 37,5. Faremo tamponi agli studenti? Sì. Oggi partono i primi tamponi rapidi antigenici nel liceo scientifico Vian ad Anguillara. Dalla prossima settimana daremo il via ai test salivari in tutte le scuole del Lazio. Cominceremo dagli istituti dove sono stati evidenziati i contagi, poi a rotazione li faremo in tutti. Venerdì lo Spallanzani licenzierà questo tipo di tampone rapido che prevede la risposta in 30 minuti”.

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