Dalle pagine dell’edizione romana de La Repubblica, la trascrizione dell’intervento fatto dall’ex capitano della Roma Daniele De Rossi alla presentazione dell’VIII edizione del Corso di Team Manager alla Luiss: “Qui parliamo della nostra città. Non dell’Italia. In un’altra città d’Italia, che è Torino, la Juve ci ha messo pochissimo a fare lo stadio. Vuoi perché c’erano presupposti diversi, vuoi perché la famiglia Agnelli è molto influente a Torino, molto potente, e dunque ha avuto qualche porta aperta in più. Fatto sta che loro adesso hanno uno stadio che li aiuta, e tanto. Sia la domenica, nei novanta minuti, perché comunque si crea una bella atmosfera, sia come introiti, come guadagni; non faccio l’economista ma abbiamo letto e riletto mille volte quanto possa aiutare avere uno stadio per una società di calcio. Questo, per Roma è un grande peccato. Io ho fatto due presentazioni dello stadio nuovo a Roma. Una volta con i Sensi, una volta con Pallotta. Abbiamo presenziato in un padiglione bellissimo, hanno tirato via un velo molto scenico dal plastico, ed erano tutti lì ad applaudire. Ricordo che pensavo che fosse fatta in tutti e due i casi. E invece alla fine siamo rimasti con il plastico, che adesso sarà chiuso in qualche sgabuzzino. Ed è un peccato che non siamo mai riusciti a fare un passo in avanti da questo punto di vista. Immagino che ci siano state mille problmeatiche, mille ostacoli, probabilmente. Ma è un peccato per la città, e anche per il paese: magari lo stadio lo fa la Roma poi dopo un anno lo fa la Lazio, poi siccome lo hanno fatto la Roma e la Lazio, allora lo fanno anche il Milan e poi l’Inter, e il Napoli. Magari avrebbe potuto essere la miccia per accendere qualcosa, il passo che segna un cambio di marcia per il calcio italiano. (…)”.

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